Su L’opera poetica di Achille Serrao (1968 – 1979)

Una nota di Mariantonietta Di Sabato

 

All’inizio degli anni 2000 ho conosciuto e apprezzato Achille Serrao poeta dialettale. La sua poetica sensibile e raffinata nel dialetto di Caivano arrivava al cuore e alla sensibilità di chiunque lo leggesse o lo ascoltasse recitare le proprie poesie. Dopo la sua scomparsa, grazie al Centro Studi Achille Serrao, fondato da sua moglie Paula Gallardo, e alle Edizioni Cofine di Vincenzo Luciani, è partito il progetto editoriale della ripubblicazione di tutta l’opera poetica di Serrao.

A seguito di Una pesca animosa. Poesie 1960-64, pubblicato lo scorso anno, ad ottobre del 2019 ha visto luce L’opera poetica 1968-1979. È grazie a questo importante progetto che oggi possiamo riscoprire la poesia del caro Achille, i cui primi testi sono ormai irreperibili.

Come tanti convertiti alla poesia dialettale negli anni ’90, in piena riscoperta della propria “lingua madre”, anche Achille nasce poeta in italiano, cominciando a pubblicare negli anni ’60. Leggere oggi le sue poesie in italiano ce lo fa scoprire ermetico, a volte duro, un Serrao apprezzato da grandi nomi della poesia italiana.

Dobbiamo perciò essere grati a Paula che con tanta passione e dedizione ci sta regalando anno dopo anno la poesia di Achille. E’ giusto che essa ritorni alla luce e si diffonda il più possibile perché nessuno dimentichi il grande poeta che è stato, e che grazie a queste nuove pubblicazioni continuerà a parlare alla sensibilità di ognuno.

 

Mariantonietta Di Sabato