DOMENICO SANGILLO
VOCI MAGNETICHE
Nelle radici
del Varano
il frumento
di un tempo
remoto.
Celano
quelle acque
coagulati misteri.
Da Parole e silenzi, Schena Editore, marzo 1992
IL MIO VARANO
… lune fredde
riscaldavano
i respiri
della notte.
Da Sogno e memoria, Schena Editore, luglio 1996
IL VARANO
Il fruscio
di quelle canne
racconta
storie antiche.
Da Approdi, Schena Editore, gennaio 2002
DOMENICO SANGILLO detto Mimì (Rodi Garganico, 29 gennaio 1922 – Rodi Garganico, 8 gennaio 2016) è stato un pittore e poeta italiano. Con la sua naturale tavolozza mediterranea, da sempre fu un magnetico polo di attrazione per i “maestri del colore” italiani e stranieri. Ma lui dal Gargano aveva deciso da giovanissimo di trasferirsi a Roma; fu dalla capitale che, divenuto uno degli artisti più significativi del “tonalismo” romano che faceva capo a Mafai, Scipione e Lazzaro, lanciò l’immagine dello Sperone in tutta Italia. Sangillo si afferma come artista dallo stile personalissimo, fuori dalle Accademie. Ed espone nelle più prestigiose gallerie italiane, tra cui la Gussoni di Milano, presentato da Valerio Mariani, noto critico d’arte, titolare della rubrica “La Ronda delle Arti” alla Rai di Roma. La mostra vede la presenza costante di Carlo Carrà, che esprime giudizi lusinghieri all’artista. Sangillo ha pubblicato varie sillogi poetiche, rivelando un’ispirazione intensa e originale: “Figure e palpiti di vita” (1982), “Sapore del tempo” (1985), “Specchio di antiche lune” (1989), confluite nelle raccolte “Segni di un uomo nel tempo” (1991), “Parole e silenzi” (1992), “Sogno e memoria” (1996), “Approdi” (2002), tutte edite da Schena. Nel 2010 il Comune di Ischitella gli ha conferito la cittadinanza onoraria)
da 43 Poeti per Ischitella, a cura di Vincenzo Luciani, Introduzione di Rino Caputo, pp. 72, illustrazioni, euro 15,00
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