Buon 2773° Natale di Roma con “L’insogno der ciurlo”

Una poesia di Fabio Prasca

 

Buon 2773° Natale di Roma con “L’insogno der ciurlo” di Fabio Prasca, ai nostri lettori, soprattutto ai romani!

L’inzogno der ciurlo¹

Si sapessi ch’inzogno l’antra notte!
Se n’annavamo – era er Natal de Roma –
ar Culiseo sott’all’arcate rotte,
svocianno no stornello croma a croma.

Da Santi Quattro scennèveno, chiotte,
du’ monichelle avvorte in un aroma,
ch’aricordava er zugo de la botte
e improfumava a vino tutta Roma.

Dietro ar fragore² annavo co Cornelio:
salì pe l’erta era na scarpinata,
come ascenne ar Carvario in ner Vangelio.

Su a Santi Quattro l’aria c’è amancata,
da nun potè strillà da ’n pizz’ar Celio:
“Bon comprïanno a Roma incoronata!”.

¹ Ubriaco
² Fragranza

FABIO PRASCA, nato a Roma nel 1967, vive da sempre al Tuscolano, dove ha frequentato la Casa dei Bambini di viale Spartaco, magico luogo di sperimentazione della libertà responsabile, fondata nel 1950 da Flaminia Guidi, allieva di Maria Montessori. Dopo il liceo classico, la laurea in giurisprudenza e l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, ha lavorato alla Camera di Com­mercio di Reggio Emilia, all’Avvocatura del Comune di Roma e all’Enea. È avvocato dell’Agenzia Spaziale Italiana. Agli inizi degli anni ’90, ha cominciato a interessarsi alla poesia dialettale del Novecento grazie all’antologia curata da Mario Dell’Arco e Pier Paolo Pasolini. Ispirato dalla lettura della raccolta di sonetti Daje de tacco… di Claudio Verdini, figlio di Raul, si è cimentato nella scrittura di sonetti in romanesco. La stornellata de Pinocchio (Cofine 2020) è la sua prima pubblicazione.