Amo la mia terra

Amo la mia terra


che odora d’antico,


del paese io dico,


dove sono cresciuto


e più sotto, in riva al mare


dove sono nato


amo la risacca


gli aranci, i limoni e i mandarini.


Evoco immagini


di mille scorribande


dalle bianche spiagge


e azzurre acque


ai clivi verdeggianti delle colline.


E poi in piazza


a passeggiare per il corso


con gli amici e contemplare il mare:


mi sentivo un campione


a parlare di donne, di politica


e del gioco del pallone.


Ascoltavo i vecchi pescatori


raccontare storie e leggende


di fantasmi, cavalieri e grandi amori.


Leggevo la sofferenza


sui balconi e nei portoni,


dei bambini udivo i pianti


e le bestemmie in bocca ai grandi.


Di mia madre io ricordo le raccomandazioni,


di mio padre alla sfortuna le maledizioni,


del politico e meglio dimenticare


è più nobile non parlare.


E chiudo il libro dei ricordi


cartoline in bianco e nero


come le angosce e le esasperazioni,


ma non prima di volgere un pensiero


a chi ora tace


e sa in verità


ben altre cose dei viventi


della mia terra


e dei futuri eventi.