Laura Rainieri, addio

Il 23 settembre 2024 la poetessa si è spenta nella sua casa. I funerali si terranno giovedì 26 settembre ore 12 nella chiesa di San Giustino in viale Alessandrino 144

 

Nel pomeriggio del 23 settembre 2024, nella sua casa nel quartiere Alessandrino, si è spenta la poetessa Laura Rainieri, circondata dall’affetto dei suoi famigliari, dopo una lunga malattia.

I suoi funerali si terranno giovedì 26 settembre ore 12 nella chiesa di San Giustino in viale Alessandrino 144.

Nata nel 1943 a Fontanelle di San Secondo (Parma), ha vissuto lungamente a Roma ed insegnato lettere negli istituti superiori e prima della pensione all’Istituto Botticelli di Centocelle.

Stimatissima per il suo impegno letterario (ha pubblicato testi in poesia e in prosa) e sociale, è stata tra i fondatori della rivista di poesia “Periferie” e animatrice culturale di numerosi eventi nella Capitale.

Mentre scrivo questo articolo si affollano in me tanti cari ricordi, legati in particolare al nostro comune impegno per il riscatto delle periferie romane, per la poesia. E la poesia è il dono prezioso che rimane quando i poeti se ne vanno.

Ora certamente Laura si è ricongiunta ai suoi genitori che l’hanno attesa e accolta per sempre, dolcemente, con il suono di quel dialetto in cui Laura ha scritto le sue ultime straordinarie poesie. Questa in particolare, tratta in Adèss av cont (Adesso vi racconto)

Mama papà 

Mama papà 

catè só i vostar quattr’oss 

fora dla büŝa. 

Siv mia stof ad dormar? 

L’e primavera e tot a sa sdasda. 

Il gallo canta e non ti vuoi svegliare. 

Un minüd sultant tirèv só. 

“Mai” lé ’na parola ad ciment 

tam me “sempar” ca vol dir 

Eternità. 

O spitèv ca vena me? 

Mama papàMama papàraccogliete le vostre quattro ossa / fuori dalla buca.Non siete stanchi di dormire?È primavera e tutto si sveglia.“Il gallo canta e non ti vuoi svegliare.” / Un minuto soltanto alzatevi. / Perché “mai” è una parola di cementocome “sempre” che significaEternità. / O aspettate che venga io? 

LAURA RAINIERI, nata nel 1943 a Fontanelle di San Secondo (Parma), si è trasferita a Roma, dove ha insegnato lettere negli istituti superiori, fino alla pensione. 

Ha pubblicato i libri di poesia: La nostra spada, la parola, Ibiskos, 1997, primo premio Padus Amoenus; Nessuno ha potuto sposarci, Bastogi, 2001; E serbi un sasso il nome, Campanotto, 2004; In altre stanze, Ed. Cofine, 2018. Il racconto in versi La Bassa piana e le Fontanelle, La Colornese, 2012. 

In prosa ha pubblicato i racconti: L’ultimo Guancho, Campanotto, 1998; Angelo pazzo e altri racconti, ExCogita, 2007; Badante sissignora, ExCogita, 2010; Un viaggio in Romania (tra realtà, fantasia e utopia), Studia, 2014 (tradotto in romeno) e il romanzo: Non perdere un paese, Robin Edizioni, 2014. 

Adèss av cont (Cofine, gennaio 2024) è la sua raccolta poetica in dialetto. 

Poesie e recensioni sono apparse sulle riviste “Pagine”, “Capoverso”, “Periferie”, “La Ballata”, “I fiori del male”, “Incroci”, e sulla rivista bilingue on-line “Orizzonti culturali italo-rumeni”. 

Alcune sue poesie sono state tradotte in sloveno, trasmesse per Radio e pubblicate nella biografia di Ciril Zlobec Lontananze vicine (ZTT-EST, Trieste, 2012).