Una poesia inedita di Gian Piero Stefanoni

 

Il testo poetico che qui presento fa parte di un lavoro più ampio, nello specifico un breve poema, ispirato da un soggiorno a Londra nel settembre del 2025. Suddiviso in sette movimenti questo è il quinto. Oggetto della scrittura, nell’attraversamento insieme fisico e culturale della capitale britannica, è un’interrogazione fra aderenza dell’uomo alla storia con la esse maiuscola, sua attiva partecipazione e proposta se vogliamo e sua distanza, nella preservazione del sé personale, spesso fagocitato quando non vinto da quella stessa storia. In questo senso questo mio lavoro è anche una meditazione della poesia su se stessa, della sua capacità ancora attiva di saper raccontare queste due dimensioni dell’umano. (G. P. S.)

 

 

Da L’altare di Moore

sesto movimento

Ripropongono gli eventi
i figuranti secondo il copione
disegnato.

Non si comprende la serie
in un’altra domenica a St.James Park.

Dai cappellini delle signore
qualcosa alle spalle
si affranca in piccole anatre
senza esercito- e senza copia-
in uno spodestare malgrado noi.

Ecuba di una natura
che non ha lutti né pianti,
per genealogie inverse, di lingue,
e acque e terre e aperte.

Eppure vera perché presente.

Eppure lontana per noi
qui preferiti allo svellere,
al tentare, al piantare
nel traliccio dei nomi.

Ma è in questo cuore,
che brucia e che manca,
che si compie dilatando
il suo annuncio.

In questo specchio,
nostra piaga e nostra fiamma,
che senza non può, il silenzio
e la passione dell’alba.

Di quest’altro giorno
che non chiede vittime
ma un comune e multiforme cercare.
Un diverso inventare
e ricreare dalle fenditure
la pazienza delle prime visioni.

Sparse vanno, colpendo
senza sapere, riempiendo tavole,
chiamando dai gruppi.

Qualcuno mandato da solo,
qualcuno anche impazzendo
il coro avanzando nel silenzio
dell’atto.

Dall’erba ora la corsa
in cui ognuno ha profilo
nel suo tassello di gioco e di pranzo.

Sospesa e immemore di sé
la nuvola, ignara
insieme a noi della pioggia.

Sale sul cavallo
dietro Horse Guards
prima che la bandiera
di nuovo ci divida.