Poesie per un anno – 588 – Benito Sablone

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Benito Sablone (19 settembre 1935 – 3 agosto 2023), nato a Pianella, in provincia di Pescara, ha esordito in poesia nel 1956 con la raccolta «Sangue verde» (Editrice Adriatica). In seguito ha pubblicato, e citerò soltanto le opere in versi: «Poesie» (Picchi, 1958), «Senso della terra» (Rebellato, 1960), «Gioco della verità» (Solfanelli, 1966), «Epigrafi cristiane» (Rebellato, 1973), «La ragazza di Bratislava» (Allegranti, 1977), «L’oro di Bisanzio» (Bastogi, 1978), «La rosa alessandrina» (T. Terenzio, 1981), «La ruota inchiodata» (Bastogi, 1981), «I sensi sconosciuti» (T. Terenzio, 1986), «Ereticali» (Biblioteca Cominiana, 1989), «Fuochi» (All’antico mercato saraceno, 1991), «A poco lume» (ivi, 1993), «Poesie terrestri« (La Vallisa, 1993), «Monologhi e silenzi» (Newton Compton, 1994: vi si antologizzano le poesie del ventennio 1973-1993), «Ogni giorno un muro» (Tracce, 1994), «L’attesa» (All’antico mercato saraceno, 1996), «Uomini, donne e santi di paese» (Noubs, 2000), «L’angelo di Redon» (Tracce, 2004), «Che sia d’autunno» (Libro italiano, 2004), «Ciò che non accade» (Tracce, 2006), «Mutamenti e destini» (Edizioni Scientifiche Abruzzesi, 2010), «Abitavo la luce» (Tabula Fati, 2016).

Una produzione, come si vede, anche quantitativamente notevole, «a testimonianza di una vocazione spontanea e d’un inconsumabile fuoco di cui si ha prova solo quando egli, ogni volta combattendo in nome di oscure forze, nel prendere in mano la penna, prova a fermare sulla carta l’assoluto di una vicenda, riuscendo a catturare un ritaglio del mondo in una domanda, in un assillo o in una paesaggistica tranquillità dell’essere, sorprendente spreco di un pezzo dell’invisibile, di un elemento dell’ineffabile, di un bordo dell’altrove, misura stretta in cui si mostra lo scivolare della lingua nell’alambicco della verità, allorché si fa essenza, vicenda dell’avventura del poetico […] ed ogni parola perciò si fa strappo, medium, orma di un’ulteriorità» (Massimo Pamio).