Poesie per un anno – 538 – Giovanni Fontana

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Se n’è andato anche Livio Berruti, l’idolo sportivo della mia giovinezza. Roma, Olimpiadi 1960, il record del mondo dei 200 metri piani uguagliato due volte nel giro di poco più di due ore, la vittoria olimpica, il volo delle colombe ad accompagnarne la corsa. Nessuno potrà mai uguagliarne l’eleganza, il modo perfetto con cui affrontava la curva.

Per omaggiarlo ripropongo oggi una fulminea (è il caso di dirlo) poesia di Giovanni Fontana – un haiku raddoppiato.

C’è da dire che Fontana commette un piccolo errore: il tempo segnato quel giorno da Berruti non fu 20”05 ma 20”5. Tuttavia non tutti gli errori vengon per nuocere perché, come scrisse lo stesso Fontana a commento del mio post di allora, «lo zero sottolinea lo scatto, tiene il ritmo e onora il mito. Inoltre fa quadrare la scrittura metrica adottata: un haiku. Insomma: uno zero che fa buon peso!»

La poesia di Fontana, che è il massimo rappresentante della nostra poesia sonora, si legge nel libro «Controcanti» (Molesini Editore, 2024) ma la si può anche ascoltare in una magnifica opera audiovisiva per suoni di orchestra, voci, immagini in movimento e computer soundtrack, col suo testo e la sua voce recitante, soggetto e realizzazione di Antonio Poce, musiche di Valerio Murat e Antonio Poce (produzione: Hermes Intermedia, Laboratorio dei Processi Intermediali, 2009). La trovate su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=6BXXKYeJ574