Poesie per un anno – 534 – Plinio Martini

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Plinio Martini (4 agosto 1923 – 6 agosto 1979), narratore e poeta della Svizzera Italiana, insegnò per molti anni nella scuola dell’obbligo di Cavergno (nel Canton Ticino), sua città natale. Noto soprattutto per due romanzi che riscossero un certo successo («Il fondo del sacco», Edizioni Casagrande, Bellinzona 1970; e «Requiem per zia Domenica», Edizioni Il Formichiere, Milano 1976), pubblicò anche poche ma significative raccolte di versi: «Paese così» (Arti grafiche Carminati, Locarno 1951), «Diario forse d’amore» (ivi, 1953), «Le catene» (Tipografia Moderna, Locarno 1975).

Essendo questi libri praticamente introvabili, la conoscenza della poesia di Plinio Martini si deve oggi a una bella raccolta antologica («E in ogni crepa dorme una lucertola», Caracol Verlag, Warth 2023) con poesie scelte e tradotte in tedesco da Christoph Ferber e postfazione di Alessandro Martini. Qui trovano posto i versi di una quarta raccolta («Ed eri in mezzo a noi»), composta fra il 1963 e il 1964 e rimasta inedita in volume.

Si hanno perciò, come nota il postfatore, tre fasi della poesia di Martini: la prima, di ispirazione lirica ed elegiaca, coincide con le prime due sillogi; la seconda è quella dei testi degli anni Sessanta, espressione di un forte impegno religioso; la terza, di carattere più epigrammatico, si rivela nella raccolta del 1975.

Da quest’ultima estrapolo qui di seguito un testo, ovviamente assai diverso per lingua e tono dalla poesia oggi proposta, che in tempi di guerra come quelli che viviamo conserva intatta, mi sembra, tutta la sua attualità: «Cadono / nuove bombe / sul Vietnam. / Le perdite, / sembra, d’aerei / statunitensi / sono quasi uguali / per la percentuale almeno / a quelle su Berlino / tanti anni fa. / Dice la radio: / il papa soffre tanto. / Forse anche Nixon: / per la percentuale».