Gianfranco Maretti Tregiardini (29 luglio 1939 – 19 novembre 2017) è stato insegnante (prima nelle scuole elementari, poi nelle superiori), esperto di botanica e cultore di “giardineria”, latinista (ha scritto poesie in latino e tradotto Virgilio e Catullo), poeta raffinato con all’attivo varie raccolte di versi, da «Poesie per un giorno» (Edizione di “Studi e ricerche”, Catania 1967) a «Canzoniere di sonno e di stupore» (Il Ponte del Sale, Rovigo 2009), seguito dai postumi «Con l’ultimo treno della sera» (ivi, 2018) e «Amo in te l’amore» (Interno Poesia, Latiano 2023). Entro questi estremi cronologici si segnalano perlomeno i tre libri di «Madrigali» pubblicati da Book Editore («Madrigali», 1996; «Madrigali. Libro secondo», 1998; «Madrigali et somnia», 2000) e l’«Egloga per un amico» (Biblioteca Cominiana, Cittadella 2001).
Del «Canzoniere di sonno e di stupore», fatto di fulminanti illuminazioni, scrive Marco Munaro nel risvolto di copertina: «Si dovrà a lungo parlare del nascondimento di Gianfranco Maretti Tregiardini e del suo mondo immaginario, divenuto reale a forza di visioni e attese, di fedeltà alla scrittura e alla vita. Intanto, anche chi ha continuato a credere in lui, e con lui, nella poesia, avrà da questo “Canzoniere di sonno e di stupore” l’acuta sorpresa di attraversare la struttura pulviscolare della materia e di essere accolto da un vorticare di api su fiori anch’essi immaginari appena ritornati alla luce. È l’arte acrobatica di un maestro del buio, di un Orfeo che non si volta, a stupirci, in affabulazioni sempre nuove rapite all’oblìo, traboccanti desiderio e bellezza, fragranti di entusiasmi e follia, e silenzi».
