Clemente Rebora (6 gennaio 1885 – 1º novembre 1957) è stato il più importante dei poeti cosiddetti «vociani».
A proposito del suo primo e già fondamentale libro, da cui traggo la poesia che qui riproduco, ha scritto Pier Vincenzo Mengaldo:
«In questa coscienza della natura tutta compromessa e terrestre della poesia, al di qua di ogni evasione, sta uno dei motivi del valore storico, e della permanente attualità, della testimonianza di Rebora. La potente tensione unitaria che anima i Frammenti fa sì che il titolo, in prima istanza così consono al gusto vociano, in verità non renda affatto ragione dell’organicità del libro e della sua natura tutto l’opposto che frammentaria, anzi intimamente e studiatamente poematica: frammenti solo nel senso che ognuno di essi, anziché chiudersi in una propria compiutezza, deborda nel successivo per eccesso di affabulazione ed ha la necessaria approssimazione del non-finito».
