Poesie per un anno 444 – Elisabetta Destasio Vettori

di Francesco Paolo Memmo

 

Per ricordare Elisabetta Destasio Vettori (3 maggio 1968 – 24 settembre 2025), ecco una poesia tratta dalla sua seconda raccolta («Corpo in animae», Annales Edizioni, 2015), preceduta da «Sogno d’acciaio» (ivi, 2014) e seguita a distanza di qualche anno da «Da luoghi profani» (Les Flâneurs Edizioni, 2023).

«Quest’opera seconda di Elisabetta Destasio s’impernia su due giustapposte modulazioni della parola, il che equivale a due ben distinte visioni del mondo. Nella prima, la pronuncia dell’autrice imbocca e percorre fino alla fine la via della tensione fantasmagorica, tragica e naturalmente portata a interrogare e sfidare il sublime proprio della poesia barocca, tra gli elisabettiani inglesi e Giambattista Marino. Entro tale ambito, il lessico è alto, non di rado intessuto di lessemi attinti all’italiano prenovecentesco […] Sull’altro versante, invece, esiste e si manifesta una Destasio molto legata all’intonazione franta, sincopata, essenziale fino alla nudità strutturale di una parola assoluta che è stata magistralmente introdotta nella tradizione europea dall’Ungaretti dell’“Allegria”. […] Il punto d’unione tra le due tendenze risiede nel vortice metamorfico che trasforma l’umano nel suo contrario (la mineralità degli astri) o nella vitalità residua del mondo botanico, arboreo: una viva percezione del tragico» (Alberto Bertoni).