Paolo Vita-Finzi (31 marzo 1899 – 2 agosto 1986) ha svolto un’importante carriera di diplomatico ed è stato autore di saggi sociopolitici di successo. Interessante è la sua autobiografia, «Giorni lontani. Appunti e ricordi», pubblicata postuma da Il Mulino nel 1989.
Non era un poeta, ma è stato un grande parodista di poeti e di narratori novecenteschi in un’opera – l’«Antologia apocrifa» – che, uscita nel 1927 presso l’editore romano Formiggini, è stata poi ampliata ad ogni successiva edizione: 1933, 1961, 1978. Dal 2015 è di nuovo disponibile, ristampata da Quodlibet per le cure di Matteo Marchesini.
Qui posso solo mostrare un piccolo, piccolissimo esempio: la prima strofa della parodia della gozzaniana «L’amica di nonna Speranza», con un redivivo Gozzano che rinasce nel 1960: un pezzo di bravura straordinario.
