Poesie per un anno 408 – Luciano Della Mea

di Francesco Paolo Memmo

 

Luciano Della Mea (29 maggio 1924 – 25 marzo 2003) nel 1940 interrompe gli studi per andare volontario in guerra. Dopo l’8 settembre 1943 viene internato in un campo di concentramento in Germania. Tornato in Italia a combattere nell’esercito della Repubblica Sociale, diserta e si unisce ai partigiani di Giustizia e Libertà. Nel dopoguerra si iscive prima al PSI, poi al PSIUP e tra il 1968 e il 1973 vive intensamente il periodo della contestazione. È stato redattore e collaboratore di molti giornali della sinistra: “Avanti!”, “Il Paese”, “Mondo Operaio, “Quaderni Rossi”, “Il Potere Operaio”, ecc. Nel 1972 fu tra i promotori del “Comitato di Giustizia per Franco Serantini”. Da ultimo, va ricordata la sua attività a sostegno dei malati mentali.

Oltre a vari libri di saggistica politica e letteraria, ne ha lasciato uno che raccoglie poesie scritte fra il 1978 e il 1995: «La notte è dolce», Edizioni del Circolo del Festival, Pontedera, 1996. Cito dall’introduzione di Dino Carlesi: «La poesia di Luciano nasce per esigenza sanguigna, non esiste intermediazione letteraria, la poesia si fa tutt’uno con l’emozione e l’intelligenza che la genera e la guida». E poi: «Raramente capita di leggere una poesia che nasca così martoriata di vita, così intrisa di cronaca affettiva e di polemica cosmica. Il male è grandioso come lo è il salto di una cavalletta “prima d’andar a morire”». E ancora: «E così si alternano umori e razionalità, abbandoni e ribellioni, confermandoci che la poesia è una ferita infettata dai dubbi dell’ottimismo, o meglio, dal pessimismo della ragione, perché non è vero che il poeta lavora nel labirinto dei sogni per trarne mercanzia petrarchesca o trine barocche, ma opera secondo i segni di una Storia che solo nel male, per nostra sfortuna, appare “magistra” di situazioni infami».