Poesie per un anno 398 – Luciano Luisi

di Francesco Paolo Memmo

 

Grande collezionista e studioso di conchiglie, Luciano Luisi (13 marzo 1924 – 29 maggio 2021) è stato un volto noto del giornalismo culturale della televisione italiana. Ha insegnato Tecnica televisiva all’Università Pro Deo di Roma e Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Foggia.

Ha esordito in poesia nel 1949 con una raccolta, «Racconto e altri versi», pubblicata da Guanda, che si inscriveva pienamente nel clima neorealista del tempo. Delle numerose opere poetiche date poi alle stampe in un percorso durato quasi un settantennio, citerò soltanto alcuni volumi riepilogativi: « Un pugno di tempo» (Guanda, 1967), «La sapienza del cuore. Poesie 1944-1986» (Rusconi, 1986). «Il silenzio (Poesie 1986-1997)» (Book Editore, 1998), «Poesie d’amore» (Newton Compton, 2005) e infine la monumentale «Tutta l’opera in versi 1944-2015» (Aragno, 2016), a cura e con un saggio di Dante Maffia e introduzione di Giuseppe Langella.

Maffia si è occupato a più riprese di Luciano Luisi, dedicandogli anche un numero della rivista “Polimnia” da lui diretta. Stralcio da quelle pagine un breve passo: «Luisi ha, come dono naturale, l’armonia, il canto, quella musica interiore che organizza il verso e ne fa uno stiletto, un’arma che arriva sempre a destinazione, perché non cerca strade tortuose, labirinti, strapiombi, ma rettilinei, piazze, spazi immensi e solatii. I componimenti di Luisi non temono, per esempio, analisi strutturalistiche, hanno corrispondenze perfette, ogni parte concorre all’insieme, ogni sillaba presta all’altra il suo fiato per organizzare la sinfonia. Ma, naturalmente, non si tratta soltanto di sinfonia che dimentica il tema e si contorce per variazioni; le poesie di Luisi hanno il calore della vita, le parole sono proprio consequentia rerum ed è per questo che arrivano al lettore, è per questo che il lettore viene catturato in una partecipazione che s’allarga in cerchi concentrici».