A un anno dalla sua improvvisa scomparsa, un ricordo di Lorenzo Pataro (14 novembre 1998 – 19 febbraio 2025), che a soli ventisette anni aveva già pubblicato due raccolte di versi: «Bruciare la sete» (Controluna, 2018) e «Amuleti» (Ensemble, 2022), a dimostrazione di un talento precoce già incredibilmente maturo.
A proposito del secondo di questi volumetti ha scritto Elio Pecora in prefazione: «Quel che resta qui di una fitta elencazione di luoghi, oggetti, animali, piante, stagioni è insieme vigilanza e stupore, attesa trepida e insopprimibile desiderio di essere e di restare. E se della negazione e del dubbio, in cui è stato immerso e sommerso il Novecento, persistono qui le ombre gli appigli, se una irreparabile scontentezza sta dietro gli avvii e le soste di tanto chiamare ed evocare, mai s’accampa una definitiva rinuncia alla felicità, mai si cede a un’estrema invalicabile negazione». Poi però c’è la morte, che porta via tutto.
