Antonio Seccareccia (22 dicembre 1920 – 20 maggio 1997), prima contadino, poi carabiniere (dal 1939 al 1963, con in mezzo la guerra combattuta in Libia e a Rodi), infine libraio a Frascati, come poeta fu portato alla luce da Giorgio Caproni che nel 1958 presentò alcune sue poesie su «La Fiera Letteraria» e l’anno successivo dettò la prefazione alla sua terza raccolta, «Viaggio nel Sud», edita dall’editore Amicucci di Padova (in precedenza erano apparse, ma praticamente alla macchia, «Come il fiume» e «Riverberi», entrambe nel 1954).
Del 1960 è il libro di racconti, ambientati a Rodi, «Le isolane», edito da Lerici; del 1994 l’ultimo libro di versi, «La memoria ferita» (Edizioni Confronto; nuova edizione ampliata: Caramanica, 1997). Nel 2007 l’editore Giulio Perrone ha dato alle stampe il romanzo autobiografico «Partenza da un mattino freddo» al quale l’autore aveva lavorato per molti anni della sua vita.
La poesia di Seccareccia è fatta di cose concrete come la terra che da ragazzo ha coltivato, di vita vissuta, di memorie, e nutrita di letture e di incontri, alla ricerca di una parola che lasci “il suo segno nel tempo”.
