Rocco Scotellaro (19 aprile 1923 – 15 dicembre 1953), il poeta che si fece cantore dei braccianti e dei contadini del Sud, fu sindacalista, militante del Partito Socialista, sindaco del suo paese Tricarico, incarcerato tra il febbraio e il marzo del 1950 per un reato di concussione di cui risultò assolutamente innocente, infine stroncato da un infarto a soli trent’anni. Tutte le sue opere furono pubblicate postume e ora sono raccolte in un unico volume degli Oscar Moderni Baobab (Mondadori, 2019), a cura di Franco Vitelli, Giulia Dell’Aquila e Sebastiano Martelli.
«L’eredità di Scotellaro rimane un bene prezioso da preservare a ogni costo; essa si dispiega su diversi livelli intersecando la letteratura e la politica, il dibattito meridionalista e la cultura socio-antropologica, l’economia e la storia. La sua figura non è patrimonio esclusivo del Mezzogiorno, ma guarda al Sud e al Nord, al mondo oltreconfine, dovunque si abbia a cuore la sorte delle umane genti. Non v’è dubbio, tuttavia, che trovi più forte impatto in quelle aree oggetto del suo canto, del suo studio e della sua partecipata attenzione» (Franco Vitelli).
