Giornalista, critico d’arte e di letteratura, poeta lineare e visivo, Gio Ferri (1936 – 5 dicembre 2018) ha fondato nel 1984, e diretto insieme a Gilberto Finzi e Giuliano Gramigna, la rivista «Testuale. Critica della poesia contemporanea». Dal 1995 al 2000 è stato direttore responsabile della rivista «Il Verri». Tra i soci fondatori dell’associazione «Milanocosa», si è speso nell’ideazione e organizzazione di una miriade di manifestazioni poetiche e mostre di poesia visiva.
Come poeta, si è incamminato sin dall’inizio lungo un percorso di intelligente e coerente sperimentazione, operando in forme e con strumenti molteplici sui significanti per scoprire nuovi significati e con ciò ri-creare la lingua affrancandola dalla banalità del presente, perché sempre “sovversiva” è la poesia di ricerca.
Non sono riuscito a contare tutte le sue raccolte (per limitarci solo alla poesia), tante esse sono e disperse nelle più varie pubblicazioni. Per fortuna oggi possediamo il corposo volume delle «Poesie scelte. Un’autoantologia 1964-2014» (Anterem, Verona 2024), con una premessa di Paola Ferrari, figlia del poeta, un’introduzione di Flavio Ermini e saggi critici premessi alle sezioni in cui il libro è cronologicamente suddiviso: di Giovanni Fontana (1964-1974), Francesco Muzzioli (1975-1983), Chiara Portesine (1984-1996) e Marilina Ciaco (1997-2014). Seguono i saggi conclusivi di Adam Vaccaro e Vincenzo Guarracino.
