Poesie per un anno 274 – Pier Paolo Pasolini

di Francesco Paolo Memmo

 

Pier Paolo Pasolini (5 marzo 1922 – 2 novembre 1975) è stato un protagonista assoluto della cultura italiana del secondo Novecento e rimane ancora oggi, a quasi cinquant’anni dalla morte, un punto di riferimento imprescindibile. Qualunque sia il giudizio che si voglia dare sulla sua opera (in tutti i campi in cui si è espressa), con lui ancora siamo tutti obbligati a fare i conti.
«L’hobby del sonetto» è una raccolta di 112 sonetti che però va letta come un vero e proprio poema: poema di disperazione e di lutto, scritto fra il 1971 e il 1973, quando Pasolini – “pazzo di dolore”, come scrisse in una lettera a Paolo Volponi, per l’intenzione di sposarsi che Ninetto Davoli (qui sempre chiamato “mio Signore”) gli aveva dichiarato – si trovò ad attraversare una profondissima crisi: “Ho perso il senso della vita. Penso soltanto a morire o cose simili. Tutto mi è crollato intorno”.
Ma da questo stato così drammaticamente allucinato nasce un’opera di grande potenza espressiva che, rimasta a lungo inedita, è stata per la prima volta resa nota nel 2003 da Walter Siti nel secondo tomo di «Tutte le poesie» di Pasolini uscito nei Meridiani della Mondadori.