Roberto Roversi (28 gennaio 1923 – 14 settembre 2012) è un’esemplare figura di poeta che, sin dai tempi di «Officina», unisce al lavoro sul linguaggio un forte e duraturo impegno civile. I suoi libri di versi più importanti sono «Dopo Campoformio» (1962, poi 1965), «Le descrizioni in atto» (1969, poi 1990), « Il Libro Paradiso» (1993) – tutti riuniti in «Tre poesie e alcune prose. Testi 1959-2004» (Sossella, 2008) – «L’Italia sepolta sotto la neve» (che lo impegna dal 1984 al 2010, quando esce in edizione definitiva presso AER Edizioni).
«Programmaticamente plurilinguistica e pluristilistica, venata talora da punte di autentico “estremismo” sperimentale», in questo grande poema la scrittura di Roversi si assesta «su un registro capace di recuperare appieno una vis comunicativa che fa davvero tutt’uno con la vis poematica sottesa al progetto: e di caricarsi quindi pressoché dell’intera gamma tonale consentita dalla nozione novecentesca di poesia, dalla distorsione ironica all’illuminazione lirica, dalla referenzialità “crepuscolare” allo straniamento “epico”, dall’enfatizzazione citazionistica dello “spazio letterario” alla conflagrazione fra materiali linguistici spuri, dalla metaletteratura alla pennellata naïve» (Stefano Giovanardi).
