Tonia Giansante (19 settembre 1932 – 4 settembre 2006), abruzzese di Pescara (lancianese di adozione), autrice di racconti, libri di giochi e favole per bambini, ha scritto numerose raccolte di versi: «Per amore» (Itinerari, 1975), «Quando» (Quaderni di Rivista Abruzzese1996), «Quando per amore» (Mobydick, 1997), «Dopotutto è favola» (ivi, 2000), «Amori nel cassetto» (De Luca, 2001), «Altra memoria» (Mobydick, 2003), «Saperlo non soltanto pensiero» (Campanotto, 2003), «Geometrie 1992-2003» (Bastogi, 2005), «La fuga» (Carabba, 2006).
Fondamentale per un’ampia conoscenza di questa poeta felicemente appartata è la postuma «Antologia dei testi e della critica» (Carabba, 2007) che si deve alle cure affettuose della figlia Maria Rosato.
La scrittura della Giansante rivela, in uno stile che aspira al massimo di essenzialità, uno sguardo acuto su sé e gli altri, sulle cose, sulla vita. Se è corretto affermare che la sua poesia, soprattutto nel libro da cui qui si cita, è percorsa dal tema della memoria, va però anche detto (lo dice, giustamente, Vittoriano Esposito nella prefazione) che il termine va inteso non (non solo e non tanto) come memoria di ciò che è stato ma come «il ricordo che ciascuno di noi lascia di se stesso ai propri cari e alla comunità di appartenenza». Senza nessun autocompiacimento, ma come atto di pacata testimonianza del proprio passaggio nel mondo.
