Poesie per un anno 216 – Massimiliano Chiamenti

di Francesco Paolo Memmo

 

Massimiliano Chiamenti (17 novembre 1967 – 3 settembre 2011) è stato filologo e dantista, dopo essere stato, all’Università di Firenze, allievo di Domenico De Robertis. Professore di lettere in un liceo scientifico. Traduttore (di Ferlinghetti, tra gli altri, e di Pound). Cantante della band “Emme”. Autore di poesie, prose, testi di canzoni, scene teatrali (cito soltanto «Paperback Writer», Gattogrigio 2009, oltre a numerose altre raccolte di difficile reperibilità).

Omosessuale capace di amori travolgenti e sfortunati (per amore si è suicidato a soli 43 anni). Drogato disadattato alla vita, vittima e talvolta persino inconsapevolmente complice di tutti gli avvoltoi che lo hanno sfruttato e derubato. Chiamenti era tutto questo e molto di più. Essere poeta non lo ha aiutato. Anzi. Ma era un poeta, e i suoi versi colpiscono come pugni nello stomaco.

(La poesia che qui propongo non so se compaia in qualche raccolta postuma. È stata pubblicata in «Le Reti di Dedalus», rivista online del Sindacato Nazionale Scrittori diretta dal 2004 al 2015 da Marco Palladini. Che ringrazio).