Incipit di Annalisa Rodeghiero 

Nota e scelta di testi di Anna Maria Curci

 

Annalisa Rodeghiero, Incipit. Prefazione di Giacomo Vit, Edizioni Stravagario 2019

Segni di un amore che trascende ogni singola vicenda umana: questi sono gli strumenti che nelle poesie di Incipit di Annalisa Rodeghiero danno vita a corali, suite, pastorali e notturni. L’ouverture con il dialogo a distanza con Rigoni Stern fa vibrare, voce per voce, i temi di una sinfonia ‘dei regni della natura’, che ha proprio il suo primo movimento in Disordini verticali. Come possono i boschi, come possono i silenzi cantare la rinascita e l’amore, come può risuonare il controcanto della perdita in agguato? Questo prodigio avviene, accade per coscienza dell’amore, quello che non è cieco e invece è cura. Avvenire, sentire, palpitare di un unico battito. La nascita di Isabel che rischiara. Il testimone che cogliamo e doniamo. (Anna Maria Curci)

Annalisa Rodeghiero è nata ad Asiago (VI) e vive a Padova dove si è laureata in Scienze Biologiche. Ha pubblicato: Percorrimi tutta per Art & Print (2013), Di spalle al tempo per Venilia Editrice di Natale Luzzagni (2015) con prefazione di Stefano Valentini, Versodove per Blu di Prussia (2017) con prefazione di Nazario Pardini. Suoi testi poetici sono presenti in antologie. Collabora con riviste letterarie nazionali cartacee («Il Porticciolo», rivista di informazione, approfondimenti e notizie di cultura, arte e società) e on-line (collaboratrice del blog letterario «Alla volta di Leucade» di Nazario Pardini) con note critiche e testi poetici.

 

“Ma ci saranno ancora degli innamorati che in una notte d’inverno si faranno trasportare su una slitta trainata da un generoso cavallo per la piana di Marcesina imbevuta di luce lunare? Se non ci fossero, come sarebbe triste il mondo.”

Mario Rigoni Stern

 

La slitta del sergente

Ora che la prima neve – fa – sopra i tetti cartolina
e dentro l’anima è sudario
sugli abeti crocifissi,
una risposta Mario te la vorrei dare.
Vedi, la speranza è proprio là
seduta sopra quella slitta nella piana imbevuta
della luce che tu sai, bianca di neve.

Lassù dove il piano si connette al monte
e valli e cielo versano grumoso latte,
voglio ancora immaginare
sguardi innamorati di bellezza
sotto la luna ammantata a sposa.

Allora sfumano lente in albe
tutte le notti del mondo
perché sotto quella luna piena nella piana
a poesia non muore e tu lo sai
– Sergente-
fino a quando esisterà
anche solo un uomo sulla terra
e la terra dentro occhi innamorati.

 

Disordine verticale

Quanti girotondi d’abeti mancheranno
ai boschi del Kranz o verso il Gruppach.
Uno due tre
la conta in genere si fa toccando le teste
una ad una
in fila con la mano,
ma ora lassù sull’Altopiano
dentro un silenzio che sembra innaturale
tronchi dormono sui tronchi
disordinatamente
corpi ammassati nelle fosse.
Forse allora io non so contare
fino a mille duemila tremila,
una alla volta la nostra distrazione.
Uomo contemporaneo che inciampi e cadi
sopra i tuoi stessi errori, uomo sguardo orizzontale
che vedi a senso unico le cose
ascolta la radice che ti parla, colma l’incolmabile
distanza
tra te e il suo grido verticale.
Poi aiutami a finire quella conta.

Trecentomila possono bastare.

 

Isabel

Vederti così
palpebre ancora chiuse
(le mie e le tue insieme)
nella luce dorata dell’aurora
che oggi come non mai
si sveglia a spalancare il giorno.

La notte ha portato consigli
– penso – mani a coppa
a trattenere il sole
come fanno le valli con il cielo.

E invece è stata tua
la scelta di affacciarti al mondo.
Sovranità d’esistere,
mistero che ogni volta si rinnova
nell’amniotico regno d’acque
dove la vita si conta
in settimane e mesi
e il peso in grammi come l’oro.

 

Un’altra dimensione

C’è una terra d’altra dimensione
uno scorrere limpido d’acque
intorno a te, conchiglia di silenzio
richiamo d’ancestrali suoni.
La verità sta dentro il tuo respiro
vergine, siderea pulsazione.
Niente a che vedere con tutto ciò
che al di là delle tue pieghe strepita.
Inquieto vivere del mondo.
Ma almeno – in te – di me tutto si placa.
Tutto si riassume. Si rinomina.

 

 

LIBRI RICEVUTI – 5 Novembre 2019