I sonetti di Shakespeare tradotti da G. Lucchini

Pubblichiamo alcuni sonetti di William Shakespeare tradotti in italiano da Giuliana Lucchini e tratti dal libro William Shakespeare, Sonnets (a selection) edito da Ombra d’Oro Editrice Multimedia (2000).
Il volume, corredato di CD, presenta una selezione di 20, tra i 154 sonetti della raccolta di Shakespeare. Oltre alla versione originale  ed alla traduzione in italiano,  i  20 sonetti sono tradotti in tedesco (da Hans H. Meier), in francese (Max Ribstein) ed in spagnolo (Agustin Garcia Calvo).

Giuliana Lucchini ha insegnato lingua e letteratura inglese in un liceso scientifico e in Corsi di perfezionamento post-universitario a Roma; è autrice di libri di poesia e collabora a riviste di poesia e critica letteraria.

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Più di un mattino in fulgida gloria ho guardato
Lusingare le vette con occhio sovrano,
Baciare con il viso d’oro il verde prato,
Di celeste alchimia indorare il rivo albano;
Poi lasciar le nubi più vili cavalcare
Con fosco vapore il suo celestiale viso,
E al derelitto mondo il suo volto celare,
Scivolando non visto a occidente ed inviso;
Così il mio sole un mattino presto brillò,
Tutto splendore trionfante sulla mia fronte,
Ma fuori ahimé soltanto un’ora mi donò,
Nube quassù l’ha mascherato al mio orizzonte.
  Né lui, sole del mondo, il mio amore trascura;
  Può qui oscurarsi, se il sole in cielo si oscura.

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Che tu abbia lei non è del tutto il mio tormento,

Eppur si può dire l’amavo caramente;

Ch’ella abbia te, è il capitale mio sgomento,

Perdita d’amore, mi tocca intimamente.

Amanti traditori vi voglio scusare:

Tu certo ami lei perché sai ch’io amo lei,

E per mio amore così ella mi va a ingannare:

Si fa amare in mio amore ché il mio amico sei.

Se perdo te, perdita è lucro per l’amata,

Perdendo lei, il mio amico trova quel che perdo,

Per mio amore entrambi tal croce m’han segnata,

Si trovano l’un l’altro, e entrambi, i due, riperdo.

   Ma ecco gioia, il mio amico ed io siamo tutt’uno,

   Dolce lusinga, ella oltre a me non ama alcuno.

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Due amori ho, per disperazione e per diletto,

Due spiriti che fanno da suggeritore,

L’angelo migliore è un uomo biondo perfetto,

Donne è il peggiore spirito, di mal colore.

Per piombarmi all’inferno il mio femineo male

Adesca il mio angelo buono dal mio fianco,

Di corrompere il santo in dèmone si cale,

Ne insidia la purezza con immondo incanto.

E se quell’angelo mio sia in demonio vòlto

Lo posso sospettare, ma non certo dire,

L’un l’altro amici, ma e l’uno e l’altro a me tolto,

Un angelo nell’inferno altrui, posso arguire.

    Eppure mai lo saprò, nel dubbio mi stia
    Finché il malo angelo il buono scarichi via.