Due poesie inedite di Luigi Finucci

 

Pubblichiamo qui di seguito due poesie inedite di Luigi Finucci

 

 

#3

 

La gravità è una cosa che fa pensare,

fa compagnia per tutta la vita.

La senti sulle spalle eppure non grida.

È un’ombra silente, una catena e una piuma:
lancia uno sguardo o una palla e
prima o poi li troverai a terra. Qualcuno
ha detto che oltre lo spazio si annulla
ma chi può dirlo?

Forse un pesce o la memoria. A detta d’uomo
sulla luna non si sente, ma c’è,
così leggera che non fa rumore.
Non lascia soli nessuno
nemmeno una barca alla deriva.

 

 

#6

 

E’ nato un bambino sulla terra,

tutti hanno descritto

l’evento come consueto.

 

Un essere piccolo scaraventato

su un globo sparso in un

indefinito spazio nero:

una catastrofe vista da fuori

diventa un miracolo.

 

Tutto il senso si racchiude

in una stanza di ospedale.

Il nascituro numero due

del venti aprile duemilasedici

non proviene dalla matematica.

 

L’unico comandamento a cui

appellarsi, è che l’uomo

assomigli ad un fiore.

Il fiore non reclama il diritto

di possesso, ma di dono.

 

 

Luigi Finucci (Fermo, 1984) pubblica due libri di poesia: Le prime volte non c’era stanchezza, Eretica edizioni nel 2016 e Il Canto dell’Attesa, Ladolfi Editore nel 2018. Ha poi pubblicato anche tre libri per bambini, in rima, per la Giaconi Editore: L’aspirante Astronauta, Il paese degli Artigiani e Il mondo di sotto. Collabora con alcune riviste e alcune sue poesie sono tradotte in diverse lingue, tra cui il rumeno e lo spagnolo.