Addio a Dante Della Terza

Il 6 aprile 2021, Dante Della Terza si è spento in una clinica di Cambridge nei pressi di Harvard nella cui università ha insegnato, dirigendo per molti anni il Dipartimento di Romance Languages & Literature.

Ecco qui di seguito una scheda tratta dal sito dell’Università degli Studi di Napoli Federico II a cura del Dipartimento di Studi umanistici Sezione di Filologia moderna: italianistica, letterature europee e linguistica.

 

Dante Della Terza (Torella dei Lombardi [Avellino], 1924 – Cambridge [USA] 2021)

Professore di Letteratura italiana alla University of California, Los Angeles, dal 1959 al 1963, poi, per un trentennio, alla Harvard University, dove ha insegnato anche Letteratura comparata; quindi all’Università della Calabria e infine, dal 1990 al 1999, all’Università di Napoli Federico II

Allievo alla Normale di Pisa di Luigi Russo, ha poi studiato con Theophil Spoerri a Zurigo e con Leo Spitzer a Seattle. Ha adottato nel suo insegnamento negli Stati Uniti e in Italia un approccio che combina la tradizione storica italiana con gli Stilstudien europei. Grazie ai suoi corsi universitari, alle sue letture pubbliche e alle sue pubblicazioni, gli autori italiani contemporanei hanno guadagnato un posto sulla scena accademica americana accanto ai classici. Un buon numero di tesi dottorali, assegnate e dirette da lui, sono state in seguito pubblicate, diventando tra le prime monografie in inglese su Ungaretti, Montale, Gadda e altri. A Luigi Russo è rimasto sempre fedele intellettualmente, come indica, tra l’altro, l’assidua collaborazione a Belfagor, la rivista da Russo fondata nel 1946. In saggi paradigmatici è riuscito a dare prova di una scrittura dotta ma non pedante, accompagnando la piacevolezza della narrazione storico-letteraria con un’originale ermeneutica dei testi. La tradizione critica alla quale si ricollega è quella da lui stesso definita «la linea Croce-Russo-Fubini», senza, peraltro, escludere nuove e innovative tendenze interpretative. Tutto il senso della sua perspicacia intellettuale sembra essere racchiuso in alcune definizioni che ha fornito della cultura, come «la cultura è fedeltà alle nostre origini e alle nostre radici», o ancora: «la cultura è desiderio di sentirci ovunque a nostro agio». Tali definizioni, invero, costituiscono, implicitamente, le componenti principali di un ritratto che Dante Della Terza ha, spesso, esibito di se stesso, in varie e sparse pagine autobiografiche, come quelle di «A colloquio con Dante Della Terza», in Dagli Appennini alle Montagne Rocciose (e ritorno). Testimonianze e rimembranze per Dante Della Terza, a cura di Vittorio Russo, Napoli 1996.

Bibliografia essenziale

Forma e memoria. Saggi e ricerche sulla tradizione letteraria da Dante a Vico, Roma 1979; Da Vienna a Baltimora. La diaspora degli intellettuali europei negli Stati Uniti d’America, Roma 1987; Tradizione ed esegesi. Semantica dell’innovazione da Agostino a De Sanctis, Padova 1987; Letteratura e critica tra Otto e Novecento: itinerari di ricezione, Cosenza 1989; Pasolini in periferia, Cosenza 1992; Strutture poetiche, esperienze letterarie. Percorsi culturali da Dante ai contemporanei, Napoli 1995; Tradizione e cultura letteraria nello «Zibaldone». Classici italiani, memorie di testi stranieri, Firenze 2001; Saggi su Giacomo Leopardi, Roma 2005.

[G. Scognamiglio in https:////www.filmod.unina.it/antenati/DellaTerza.htm]