Tre poesie inedite di Loriana d’Ari

*

 

hai scelto la fine, e il tormento senza fine

di chi resta solo per tenerti vivo

ricucire agli occhi il pianto, alla bocca il grido

al tuo nome consacrare ogni creatura, averne cura

così, ti tengo: al torace l’ustione del gelo

nelle braccia il suo rilascio

lento, l’eruzione del sangue al controcanto

di ninnananna. portarti è cullare

la bestia che guaisce e strazia

 

*

 

io donna nel mio ventre sottile

spezzerò questa catena micidiale

perché Antigone è il mio nome

nata al posto di un altro. fratello,

levigherò questa crosta di sangue

e fango, fino a restituirti un volto

e soffierò nei tuoi polmoni tanta vita

per quanta sciagurata colpa

è sopravvivere ai morti, portarli

come d’inverno nelle vene un canto

di passeri sepolti nella neve

 

*

 

perdona voce bianca mia chiara

di luna nota d’ortica strinata

crepa, perdona verde linfa tra

i denti filo d’erba corda

tesa in eclissi perpetua di fiato

questo nodo scorsoio che stringo

e allento, l’estrema torsione

di abisso e canto

 

 

Loriana d’Ari vive a Genova, dove lavora come psicoterapeuta. Ha pubblicato su diverse riviste e blog letterari, e ricevuto riconoscimenti in occasione di vari concorsi, tra cui Ossi di Seppia, Bologna in Lettere e la segnalazione per la raccolta inedita al Montano. La sua silloge d’esordio, silenzio soglia d’acqua, è risultata vincitrice del VI premio Arcipelago itaca per la raccolta inedita (opera prima).