5 – ANGUILLARA SABAZIA

 ANGUILLARA SABAZIA

Anquillara (195 m slm – 14,236 abitanti, detti anquillarini o anguillaresi) si trova a 32 km da Roma, su un promontorio affacciato sul lago di Bracciano, subito dopo lo stabilimento dell’acqua Claudia e a soli 4 km dal lago di Martignano (a est).
 
Il dialetto di  Anguillara Sabazia
 

1. I vocabolari e le grammatiche

Per la selezione dei vocaboli abbiamo attinto: dai manoscritti a cura dell’Ass. culturale “Sabate”: Vocaboli e clausole dal significato consuetudinario locale; Catalogazione oggetti contenuti nel Museo storico della civiltà contadina e della cultura popolare “A. Montori”, 2005-2006; dai libri del Circolo Culturale Fotografico Sabatino I luoghi della memoria e da Tra reti e paladini. Cenni sull’arte della pesca ad Anguillara di Macrina Marilena Maffei:
a bocca di macchina (clausola usata per grano o altra derrata che si venda o si prelevi come proviene dalla trebbiatrice), a fiamma e fuoco (vendita di bestiame senza alcuna garanzia, a tutto rischio e pericolo del compratore), ad albero morto (contrattazione della frutta prima della fioritura; dopo, le contrattazioni sono a frutta pendente), annutola (vacca maremmana di 2-3 anni), a stucco (l’uva venduta nelle vigne ancora sulla vite; a “forfait”), attavello o cuculletto (bertovello: una trappola a postazione fissa destinata a convogliare i pesci verso la propria imboccatura e a impedirne l’uscita), barbone o barbozzo (malattia infettiva e contagiosa degli equini), botta morta (sterpatura con lo zappone poco profonda senza estrarre le radiche: radici), battana (tipica barca del lago), cafurchio (piccola e scomoda catapecchia campestre), campica (dormitina fatta sul terreno nei campi), capezza a terra (vendita di animale come è, compresa la capezza, senza prova), capogatto (malattia delle pecore), capostorno (malattia del cavallo), cavalla fredda (che non ha ancora preso lo stallone), commare (febbre malarica), cupo (zona del lago dove ci sono soltanto melma e fango), dentale (parte dell’aratro formata dai due denti laterali del vomere), due Madonne (quando cessa il raccolto dell’erba estiva, fra il 15 agosto, Assunzione di M. V., e l’8 settembre, Natività di M. V.), entratura (parte fissa che spettava al proprietario e all’affittuario da parte dei coloni sul raccolto), erba estiva (erba da pascolo raccolta dal 24 giugno alle prime piogge fra le “due Madonne”), facocchio (riparatore e costruttore di carri di legno ed anche di staccionate), far bocca (squarci di sereno tra le nubi), frugatura (operazione che si fa con bastoncino bucando il cacio fresco per farne uscire il siero), garagoni (coregoni), guinza (terreno con ristagno d’acqua; o pantano o pantanaccio; a Civitella San Paolo: piscina), impiazzatura (allestimento della legna nelle carbonare), inzeppatura (posa di piccoli sassi nei vuoti delle macere; in Civitella S. Paolo: calzare), mancuso (fascio di foglie di canna o di ginestre), mano (“compenso”. Nel commercio di carciofi, regalia di 4 carciofi e mezzo, ogni 100), marineto (zona del lago dove nasce un’erba dagli steli grandi e larghi che, verso il centro del lago, diventano fini e sottili), matricina (pianta lasciata intatta nel bosco durante il taglio come “guida” nei tagli successivi), nocchiata (regalia di Natale ai vaccari), orzarolo (negozietto di pane e di generi alimentari al minuto), quaglio (stomaco di abbacchi con latte, fatto asciugare e usato per coagulare il latte e fare il formaggio), retate, reticelle o altane (reti per la cattura di latterini, lucci, tinche, persici reali), ricaccio (trasporto dei prodotti dai terreni, boschi, ecc. fino al punto di carico), rosta o rostra (cordone di protezione quando si vuol dar fuoco alle stoppie ed erbe secche), sbarbettatura (eliminazione delle radici superficiali delle viti), scafare (il cambiare del pelo degli animali; togliere i semi dai baccelli), sciabica (tipo di pesca nella quale si calano in acqua reti molto lunghe), torticchio o torcinello (fieno torto a guisa di corda con cui si legano i mucchi fatti sul prato), turlindana o durlindana (pesca esercitata da due pescatori: uno che guida la barca e l’altro che cala la lenza e la traina a velocità sostenuta; il perno a cui è collegato il cucchiaino dotato di amo innescato accentua il movimento della lenza e contribuisce ad attrarre il luccio).
 

2. I proverbi e i modi di dire

Da I luoghi della memoria del Circolo Sabatino, alcuni proverbi di ANGUILLARA:
All’Anguillara sanno chi venne lo pa’ e chi venne la ciccia; Chi presta sbisesta; De maggio nun te ’ncavallà, de Domenica nun te ’nnamorà; Lava cà, pettina cà, sempre canino è; Quanno Rocca Romana mette la cappa, curri Anguillarì che ecco l’acqua; Vòi vedè li fiji poverelli? Pescator sull’onda e cacciator d’uccelli.
 

3. I toponimi e i soprannomi

Toponimi di ANGUILLARA, da un articolo di R. Fava in Festa delle Tradizioni Popolari del ’95: lo Sfonnato, la Gronnarella, le Scalette de Ciociaretta, il Canaletto, For de Porta, a Mandola, i Sordati, la Gallinara. E le osterie de Zi Lì, de Bettina, de lo Bersagliere, de Pecora Zoppa, della Serpa e delle fontanelle dei Sordati, della Veronica, della Bionda, della Cannella. E Soprannomi da I luoghi della memoria: Er Pellicola, Peció, La Pisellina, Pecora Zoppa, Mezza Corata, Metempippo, Nsaccanebbia, Votamattere, Brutticarzó, Cacatigna, Cacauffo, La Mozzicona.
 
 

4. Canti – filastrocche-indovinelli – giochi- gastronomia- feste&sagre-altro

Feste e sagre. Festa di Sant’Antonio (terza domenica di gennaio): processione e benedizione degli animali; giochi equestri e giochi popolari con ricchi premi gastronomici. Sagra del Broccoletto (gennaio): broccoletti e salsicce in piazza con musica e canti popolari. Carnevale dei Fuorilegge: sfilata di carri. Sagra del Pesce (giugno): degustazione pescato locale. Festa della Musica (luglio). MusiCarnevArt (luglio): rassegna per gruppi emergenti, Rassegna Teatrale, Corti, e Carnevale estivo. Sagra della Ciambella (luglio): tre giorni di golosità col buco nella frazione Ponton dell’Elce. Agosto Anguillarino con spettacoli cinematografici. Festa della Madonna delle Grazie (la settimana dell’8 settembre): processione e degustazioni locali (pizzole e fregnacci) e tombolata finale in piazza. Premio Città d’Arte (poeti, scrittori) – Festa Patronale di San Biagio (3 febbraio) – Sagra del padellone (primo fine settimana di luglio) – Palio di San Biagio (seconda domenica di settembre): corsa di cavalli per ricordare il ritorno nel loro paese degli anguillarini cacciati nel 1495 per aver favorito l’ingresso dei francesi nel territorio pontificio. Sagra del Fungo (ottobre): specialità a base di funghi; segue, nella tenuta I Due Laghi, la stagione di Caccia alla Volpe Simulata e un’iniziativa sul filo della poesia. Festa di San Martino (11 novembre): corteo con l’Albero delle Corna e degustazioni gastronomiche (castagne, fregnacci e vino). Natale Anguillarino: processione e presepe sotto le acque del lago.
 
4.1 Canti
Non reperito materiale
 
4.2 Filastrocche, indovinelli, invocazioni, scongiuri
Non reperito materiale
 
4.3 I giochi
Ne I luoghi della memoria si ricorda che “nelle giornate trascorse alla Gallinara a giocare a palline, si usavano vocaboli apparentemente incomprensibili come sopraparmo, scoccia foco e pulizia, ai tirato a ’nculò e tre metri sotto terra, ma che erano un patrimonio ‘genetico-dialettale’ non più usato. Si alternavano molti altri giochi tra cui: buzzicarampichì, scarchibotto, quattro cantoni, toppa, esce l’orso, campana, nippo, palia, nvelenata, sarta la mula, bottonella, battimuro, ormai dimenticati, che animavano e rendevano gioioso e vivo il Centro Storico di Anguillara.
 
4.4 la gastronomia
Nelle 33 composizioni di Sonetti dorci di Maria Teresa Costantini sono esaltate le specialità gastronomiche locali. Citiamo “Cicerchiata” un dolce che: và fritto a cecettini, e si uno vòle, // lo ripassa ner miele ch’è sur foco. / Tre etti de farina co du ova / du cucchiari de zucchero e ojo poco, / poi friggi a pezzettini e doppo prova // a stonnalla su un piatto de portata / doppo che drento ar miele l’ài passata.
 

5. I testi in prosa: il teatro, i racconti

L’associazione culturale L’Acquario dal 2002 ad oggi ha rappresentato alcuni spettacoli nel dialetto locale: “La leggenda dell’Anguillara” (giugno e settembre 2002; commedia che narra di un’antica leggenda sulla fondazione del paese basata sulla raccolta di racconti e testimonianze della popolazione); “Vicoli e parole” (marzo 2003; spettacolo itinerante con scene di vita quotidiana della prima metà del sec. XX); “Tv boh!” (Natale 2003 e aprile 2004; spettacolo di satira televisiva riadattata alla realtà locale); “Lotteria anguillarina” (gennaio 2006 e 2007; lotteria animata in chiave ironica); “Stracci bianchi e neri dell’Anguillara de ieri” (marzo 2007, commedia strutturata in episodi che attraverso prosa, poesia e canzone, racconta la vita della comunità anguillarina nell’immediato dopoguerra). Il titolo della commedia (registrata su DVD) è una forma idiomatica dialettale che indica un insieme di cose positive e negative.
 

6.I testi di poesia

In Cor consenso de tutta la famija, pubblicato nel 2008, sono raccolte, a cura dei parenti le poesie in dialetto di Giorgio De Totis (Anguillara 1923) e di Anchise De Totis (Anguillara 1919). Di quest’ultimo nel volume I luoghi della memoria sono presenti due poesie “Trilussa” e “All’osteria”.
Giulio Di Carmine (Anguillara 1901-1990), contadino innamorato della propria terra, intratteneva i turisti raccontando aneddoti e storie di altri tempi. Nel libro I luoghi della memoria figura la poesia “Sei bella Anguillara”. Nello stesso libro sono presenti, di Carlo Mochi la poesia: “Permuta tra comune e terriero di Anguillara”,
e di Massimiliano Mochi due poesie: “Ad un amico novello cavatore” e “Il mio paese”.
Sergio Pierdomenico, un tempo pescatore, poi contadino, è autore di poesie,
tra cui “Pescoso è il Lago”
A testimonianza di una diffusa pratica di scrittura poetica in Anguillara citiamo l’esistenza di un’associazione culturale “Il Torrione dei Poeti del Lago” che ha curato nel 2000 l’edizione di una Antologia dei poeti del Lago in cui figurano componimenti poetici in lingua italiana di: Maurizio Mattioli, Rosanna Caniglia, Maria De Filippis, Tancredi Cenci, Alessandro Riccini, Andrea Panerini, Maria Grazia Auer, Danila Piano, Giancarlo Russo, Giovanni Francesco Piano, Gordiano Lupi, Jean Claude Dubail, Maria Fiorentino, Mauro Paoletti, Myriam Vittoria Sebastianelli, Roberto Ponziani, Patrick Cerrone, Lisa Birritella, Claudio Bianchini, Graziarosa Villani, Prospero Trigona, Carla Di Mattia, Daniela Troncacci, Nazzarena Cuicchi, Lola Biondi, Carla Biagetti, Pierpaolo Caserta, Rosa Gentili, Francesco Vincenti, Karin Arbib, Richard Lea, Maria Rossi Spillantini, Aurelio Nicolazzo, Morena Puzo, Carmine Di Carmine, Paola Scatola, Anna Di Pietrogiacomo, Giorgio Sassayannis, Francoise Varigault, Mario Starnoni,
Marisa Tricomi, Gabriela Blanca.
F.E.D.E.R.I.C.O. (Found for Education, Development and Empowerment of Refugees, Injured Childreen and Orphans Onlus) di Anguillara S. ha pubblicato in memoria di Federico Villani (Roma 1967-Anguillara 2004) il volumetto Versi con sue poesie.
 
Antologia
 
Cenni biobibliografici
 
Bibliografia

V. Luciani e R. Faiella, Le parole salvate. Dialetto e poesia nella provincia di Roma: Litorale nord – Tuscia Romana – Valle del Tevere, Roma, Ed. Cofine, 2009.

 
Webgrafia