Brevi considerazioni su L’ombra e il davanzale di Anna Elisa De Gregorio

Nota di Alessio Alessandrini

 

Le poesie di Anna Elisa De Gregorio dice con ottima intuizione Mariagrazia Calandrone nella nota introduttiva brillano per una “naturalezza” senza pari, non c’è maniera non c’è nulla di più del giusto peso della piuma: struggenti e delicatissimi congegni del ritmo, “l’unica guida” che davvero salva dall’imprevisto sempre in agguato. Ciò che vuol sondare la poetessa anconetana è la “conciliante sospensione”, “Il nulla di un alone”, “l’attimo immortale” che congiunge l’estasi del rapimento alla luce della ragione. Non a caso il titolo “L’ombra e il davanzale” nella sua antitetica struttura sigilla questa duplicità fondativa della ricerca poetica del Nostro. E’ quanto “capita” nella fessura tra il sole dell’estate imperante e l’ombra del nulla che incombe ad interessarla, e questa suggestione è propria della poesia più viva, quella che viene mossa dalla distrazione, non uno spaesamento né un errore di prospettiva, semmai un sovrassenso di attenzione, un’ ”indagine su un rapimento”, come si intitola una delle liriche più intense della raccolta.

Anna Elisa è fedele a se stessa e ancora una volta affida al lettore i suoi piccoli idilli prolungando quella vocazione pittorica del poetare, ut pictura poesis, che aveva trovato spazio nelle raccolte precedenti, si pensi ai soli titoli: Le rondini di Manet, Un punto di Biacca.

D’altronde questo legame simbolico e semantico sottotraccia tra la parola e la pittura è sicuramente un aspetto peculiare della produzione del Nostro e andrebbe indagato con attenzione in un ipotetico studio sull’opera omnia di Anna Elisa.  Qui serve a confermare la sua grande e gradevole capacità di osservare e tratteggiare, quella particolare maestria nel fotografare il momento del puro equilibrio. Ne sono testimonianza i pregevoli componimenti brevi, gli haiku della seconda sezione, i quali confortano quanto dichiarato e si pongono nell’economia della raccolta con la loro marmorea e fragilissima forza evocativa.

Come un “ventaglio”, altra parola chiave del libro, essi si dispiegano a velare o a svelare i prodigi del momento, e come l’ombra sul davanzale spingono chi legge a domandarsi se l’immagine che vivono di fronte sia un impero di luce o una piccola lucciola che va lentamente spegnendosi nel suo timido e segreto ardore.

Infine, più di una parola va dedicata alle bellissime e raffinatissime illustrazioni di Francesco Pirro che impreziosiscono un volume già di per sé ricercato e brillante.

Anna Elisa De Gregorio, L’ombra e il davanzale, Seri Editore 2019