Ilde Arcelli (15 settembre 1935 – 19 giugno 2011), nata e vissuta a Perugia, ha insegnato materie letterarie ed è stata fondatrice e animatrice dell’associazione culturale “Il Merendacolo” che nel capoluogo umbro ha avuto il merito di diffondere la conoscenza della poesia italiana novecentesca.
Ha pubblicato le raccolte (anche con testi in dialetto umbro, oltre che in lingua): «Perplessità» (Umbria Editrice, 1983), «D’amore e d’altro» (Rebellato, 1985), «Postille al necessario» (Phonema, 1988), «La Casa di Lide» (ivi, 1990), «Fedeltà del sogno» (Edizioni del Leone, 1994), «Ogni esilio» (Archinto, 1999), «By-Pass» (Guerra, 2001), «Meno male» (ivi, 2011), «Brevi parole ancora» (Fioroni, 2011).
Postuma è l’edizione, curata da Paolo Ottaviani, delle «Poesie scelte» (LietoColle, 2013).
La poesia di Ilde Arcelli racconta soprattutto il dolore: non solo fisico, non solo personale; racconta la malattia, che è anche la malattia del mondo in cui viviamo, della storia che viviamo; e racconta che è ancora possibile salvarsi da quella malattia, se riusciamo a dare un senso alle nostre esistenze. Anche attraverso la poesia, certo.
