Giuseppe Zoppi (12 settembre 1896 – 18 settembre 1952), nato a Broglio, in Ticino, laureato in lettere a Friburgo con una tesi su Francesco Chiesa, dedicò poi tutta la vita all’insegnamento e alla diffusione della cultura italiana (curò una «Antologia della letteratura italiana ad uso degli stranieri», Mondadori, Milano 1939).
Oltre a un fortunatissimo libro di memorie che segnò il suo esordio («Il libro dell’alpe», L’Eroica, Milano 1922) e al romanzo «Dove nascono i fiumi» (Vallecchi, Firenze 1949), pubblicò alcune raccolte di versi nelle quali, insieme a componimenti che esprimono una attardata idea di letteratura, si trovano testi più brevi, più essenziali, meno retoricamente costruiti, che sono la sua cifra migliore.
Questi i titoli: «La nuvola bianca» (L’Eroica, Milano, 1923), «Mattino. Poemetto d’amore» (La Prora, Milano, 1933), «Azzurro sui monti» (I.E.T., Bellinzona 1936), «Poesie d’oggi e di ieri» (ivi, 1944), «Quartine cinesi dell’epoca dei T’ang» (Hoepli, Milano 1949), «Quartine dei fiori» (Stamperia Valdonega, Verona 1953), «La Alpi» (Vallecchi, Firenze 1957).
A proposito di «Mattino. Poemetto d’amore», da cui traggo i versi ch qui oggi propongo, scrive Giovanni Bonalumi: «Il meglio della raccolta va forse trovato in alcune quartine isolate; quartine in cui l’enfasi del “canto” appare contenuta. Quartine in cui il discorso si concentra su un’immagine, evocandola in un disegno di pochi. essenziali tratti».
