Conta./Il non detto ./ La disubbidienza / Il chiarore. / Dopo di te. Molto si impara dai giorni dissidenti; si impara a sfatare il cuore, liberarlo dai lacci amorosi e a liberare la mente dalle convenzioni, dall’asfissia: Ora rompo il silenzio. // Questo legno di voce. Si mette il punto, il punto fermo del qui e ora che denuncia lo scatto volitivo di un io che impara a riconoscersi e dota di valore positivo l’atto Della disubbidienza (Morrone Editore, 2015).
L’autrice, Roberta Guerreri, sa che disubbidire è scardinare la realtà così come appare per aprire varchi di possibilità, infrangere la consegna del silenzio con parole nuove, con la poesia in particolare, perché scrosci un silenzio magnifico.
Attraverso una “decostruzione stilistica del tutto personale”, scrive Dora Coco nella prefazione, la poetessa affronta nodi e trama “del suo male di vivere, fino allo svelamento, al superamento” di questo. Con vivide e talvolta frante immagini catturate dallo sguardo intorno e oltre, con versi essenziali, Roberta Guerreri snocciola i giorni passati e il presente come grani di un rosario, esperienza tattile delle cose cui segue l’oralità nominante che ogni cosa fa esistere: disubbidienza alla passività primaria di biblica memoria; quel Voglio smisurare il cuore che è espressione di scelta fondante tra sapienza/insipienza, tra una fanciullesca deresponsabilizzante eternità e il rischio di vivere, esperire il mondo e –conseguentemente – soffrire, morire.
Vivere, allora, in equilibrio tra mente e cuore e tra terra e cielo significa approdare a una quieta gratitudine, per un attimo o per un giorno / inedito / senza cifra e dannazione. I versi sono incalzanti, icastici; i molti punti fermi, le interruzioni improvvise del respiro poetico spezzano l’unità del dettato come onda che si frange e da sé si ricompone, per ricominciare da un’altra parte.
Scrittura sorvegliatissima, accudita da un pensiero vigile che tiene a debita distanza (ma non rinnega) il ricordo se accade / che il cuore s’incatasti / sui giorni che non tornano / e non se ne vanno; scrittura come azione riparatrice, anche, e come rinascita: Ora / raccolgo / nelle mie sere / il giorno/ che / non mi ha ucciso.
Maria Gabriella Canfarelli
Roberta Guerreri è nata a Catania nel 1971. Insegna Lettere nelle scuole secondarie del capoluogo etneo, dove da qualche anno organizza per gli alunni la rassegna di poesia contemporanea "Incontro con l’Autore". Si è occupata di critica letteraria e teatrale, ha tenuto conferenze su temi artistico-culturali, curato la prefazione di numerose pubblicazioni e partecipato a molte letture poetiche. Suoi versi sono apparsi sul web.
2015-06-20