Un’ampia antologia dell’opera poetica di Alberto Cappi (5 maggio 1940 – 28 giugno 2009) è rappresentata dal volume «Poesie 1973-2006», a cura di Mauro Ferrari (Puntoacapo, 2009), che riunisce le raccolte più significative, da «Alfabeto» (1973) a «La bontà animale» (2006).
«Con il passare degli anni, lo stile di Cappi ha avuto una forte evoluzione, risultato anche dell’assimilazione, da parte dell’autore, delle correnti poetiche che si sono sviluppate in Italia, nel corso degli anni. Il poeta, negli anni Sessanta e Settanta, è stato influenzato da un certo sperimentalismo filosofico, attento al pensiero d’oltralpe. C’è stato un momento di passaggio, di mutamento nello stile e nella forma della poesia di questo autore: infatti Cappi ha prodotto, inizialmente, come dice Mauro Ferrari nello scritto intitolato “Per Alberto Cappi, per la sua poesia”, scritto inserito nel volume, una poesia dispersa e frammentaria sulla pagina, disseminata a livello di significante e opaca a livello di significato, poesia che, all’avvio degli anni Ottanta, si è illuminata, gradualmente di una nuova trasparenza del dire, con un’urgenza di dare voce alla propria interiorità che si depositava sulla pagina in un verso minimale, ma mai minimalista, e musicalmente attentissimo, quasi ammantato di silenzio» (Raffaele Piazza).
