Su certi argomenti – e il dialetto è tra questi – non la si finirebbe mai di dissertare, ma il saggio introduttivo di Rosangela Zoppi alla sua antologia sulle poetesse di Roma, pur nella sua stringatezza dovuta all’economia del lavoro, è convincente e completo.
Zoppi distingue la poesia “dialettale” da quella “in dialetto”, precisando ch’è stato Pier Paolo Pasolini «a esortare i dialettali» «a rompere le rigide strutture» e a optare per la seconda rispetto alla prima.
L’esame storico della letteratura in dialetto della Zoppi si riferisce in particolare al periodo metà Ottocento in poi, ma l’antologia è limitata solo alla «poesia romanesca al femminile dalla prima metà del Novecento ai nostri giorni»; è da metà Ottocento, infatti, che si assiste alla crescita progressiva nel corso degli anni del numero delle poetesse, alla loro emancipazione rispetto ai poeti uomini, con la scomparsa quasi del tutto del maschilismo, sicché la loro poesia «non è più un sottogenere, una categoria secondaria, ma una realtà portante nella letteratura dialettale».
Zoppi chiarisce la necessità di dare un’ampia sfrondata a tutte quelle regole riguardanti «la grafia dei testi» che mortificava la scrittura, assistendo a trasformazioni positive, per esempio, «La caduta della sillaba finale dell’infinito dei verbi»; «Le forme apocopate delle preposizioni semplici»; «Le forme aferetiche degli aggettivi dimostrativi» eccetera, snellendo la scrittura e agevolando la comprensione a un numero sempre più vasto di lettori.
Tutte le 52 poetesse vengono presentate con snelle schede biobibliografiche (a volte brevissime per difficoltà di recepire dati) che nella loro semplicità e schiettezza danno, quando possibile, notizie particolari a volte ghiotte; con foto formato tessera dell’autrice («quando non è stato possibile trovarla, da un’immagine stilizzata»; con riporto di brevi giudizi e, in fine, con alcuni brani tratti dalle loro opere o da riviste e giornali che li hanno ospitati.
Son tutte autrici di vaglia e ogni loro testo imprime sempre echi nel cuore dell’attento lettore, stimolandogli la fantasia, il quale di volta in volta o s’indigna, o si commuove, o si diverte, sorride. Leggere il libro è un vero godimento. Difficile, insomma, rimanere indifferenti.
Ecco le poetesse, tutte nate tra il 1874 (Eugenia De Carolis Ranieri) e il 1959 (Paola Volpi): Amori Anna Maria, Andrenacci Maldini Silvana, Avincola Sandra, Barucci Maria Grazia (Pasquinella), Bernaudo Emilia, Boschetti Franca, Bruneri Giacone Nella, Calcagno Fernanda, Capalbi Maddalena, Cappelli Fiorella, Chiaromonte Nicoletta, Chierici Doriana (Maria Doriana Casadidio), Crescentini Enrica, De Carolis Ranieri Eugenia, De Nicola Adele, De Sanctis Gelmetti Clelia, Di Iaconi Elisabetta, Fazi Eva, Fiorentini Diana (Trieste Micheli), Fondi Caccia Matilde, Fusetti Laura, Gatti Maria Teresa, Gervasi Rabitti Teresa, Jatosti Maria, La Crociera Raffaella, Lenzi Giuliana, Lodi Marisa, Mancini Piserchia Gina, Mappelli Gabriella, Marino Anna Caterina, Miani Paola, Miliacca Mirella, Mirolli Elena Rita, Moscati Rosina, Ottaviani Bonfiglio Irma, Palombi Corrao Antonietta, Petrini Jole, Petrollo Cetta, Picconieri Giulietta, Proietti Luciana (La Sibilla Romana), Raimondi Clara, Raimondi Ibba Maria Letizia, Ravegnini Anna, Santangelo Emilia, Tomei Rosa, Ubaldi Anna, Valentini Lidia, Valentini Luigia, Valfrè Anna, Vergano Rossana, Volpi Paola, Zoppi Rosangela.
Ad alcune di loro la nostra Pomezia-Notizie ha concesso ospitalità, le ha valorizzate editando, a volte, intere loro opere. Di Matilde Fondi Caccia abbiamo pubblicato Favole vecchie, favole nuove e… filastrocche, se c’è chi ne vuole (1973), volume di buon successo (ci tornano in punta di penna le note di Furio Allori – Pomezia-Notizie, gennaio 1974 – e di Nerina Pericoli – Pomezia-Notizie, luglio 1974). Nei suoi storici Quaderni Letterari Il Croco, per esempio, sono apparsi di Elisabetta Di Iaconi La chiave ignota (n. 88 del dicembre 2009, presentato da Silvana Andrenacci Maldini) e, della Andrenacci, La maschera esistenziale e Colpo di scena (presentato da Claudio Taddei, n. 87, novembre 2009), nonché, sempre della Andrenacci – ma in tandem col marito Ennio Maldini -: Disegnati cammei d’arte e mestieri (quaderno n. 81, dicembre 2008 presentato da Elisabetta Di Iaconi) e Favolisti romani (quaderno n. 106 del luglio 2012, presentato da Claudio Taddei). Silvana Andrenacci era molto seguita in quegli anni, basta pensare che di Disegnati cammei d’arte e mestieri, solo su Pomezia-Notizie, tra gennaio e giugno 2009 sono apparse recensioni di Tito Cauchi, Flavia Lepre, Caterina Margheri, Claudio Taddei, Pacifico Topa, Maria Elena Di Stefano, Maria Antonietta Mòsele, Laura Pierdicchi, Biagio Marchetti, Anna Maria Bonomi, Pasqualina Cavacece Conte eccetera; di Maschera esistenziale e Colpo di scena, tra gennaio e marzo 2010, recensioni di Tito Cauchi, Elisabetta Di Iaconi, Vittorio Salati, Maria Antonietta Mòsele, Francesco Margheri, Fernanda Rossi, Innocenza Scerrotta Samà, Imperia Tognacci e di Favolisti romani (e sempre e solo su Pomezia-Notizie tra settembre e novembre 2012) le note critiche sono state di Tito Cauchi, Aldo Cervo, Enrico Marco Cipollini, Mariano Coreno, Elisabetta Di Iaconi, Andrea Masotti, Maria Antonietta Mòsele, Laura Pierdicchi, Fernanda Rossi, Salvatore D’Ambrosio eccetera. Tutto ciò avvalora il lavoro della Zoppi e dimostra, inoltre, come sulle poetesse ormai non ci siano più pregiudizi, sia che si esprimano in lingua oppure in dialetto.
Rosangela Zoppi Antologia della poesia romanesca al femminile. Illustrazioni a colori in copertina e all’interno di Marta (Marea) Cavicchioni. Edizioni Cofine 2026, pagg. 236, € 25,00.