Poesie per un anno – 430 – Manlio Dazzi

di Francesco Paolo Memmo

 

Manlio Dazzi (17 aprile 1891 – 31 luglio 1968) fu bibliotecario e insegnante di storia dell’arte. Tradusse classici francesi (Molière, Racine, Baudelaire, Valéry) e si occupò anche di storia dell’editoria (col volume, pubblicato postumo, «Aldo Manuzio e il dialogo veneziano di Erasmo», Neri Pozza, Venezia 1969).

Esordì in poesia con la raccolta «I pensieri» (Albrighi e Sedati, Roma 1916), cui fecero seguito: «Le prigioniere» (Treves, Milano 1926), «In grigiorosa» (Alpes, Milano 1931), «I Caduti» (La Prora, Milano 1935), «In riva all’eternità» (La Nuova Italia, Firenze 1940), «Canto e controcanto» (Per gli Amici, Venezia 1952), «Stagioni» (Neri Pozza, Venezia 1955), «Erano già voli di colombe» (Ca’ Diedo Editore, Venezia 1961), «Marine di Guidi» (All’Insegna del Pesce d’Oro, Milano 1962), «Peso della memoria» (ivi, 1965), «Stagioni» (Neri Pozza, Venezia 1969).

Dapprima sotto l’influsso del crepuscolarismo, la poesia di Dazzi si orientò sempre più verso la lirica pura, aprendosi infine «a più ampi sentimenti d’umana e sociale fraternità, in una luce di sincera sofferenza» (Giuseppe Ravegnani).