Poesie per un anno 415 – Gianni Di Fusco

di Francesco Paolo Memmo

 

Gianni Di Fusco (30 marzo 1935 – 14 maggio 2011), nato a Pordenone e laureato a Trieste, ha insegnato Lettere nelle scuole medie superiori e collaborato per molti anni con «Il Messaggero Veneto». In poesia, ha pubblicato: «Il pericolo d’essere» (Rebellato, 1975), «Lo strappo» (ivi, 1979), «Violazioni» (Forum/Quinta Generazione, 1983), «Confine» (ivi, 1985), «Il fuoco, la spada» (ivi, 1986), «Le ore tarde degli addii» (Manni, 2004), «Chiuso per lutto di sé» (LietoColle, 2005), «Libertà e licenze» (Mobydick, 2007).
Postumo è il volume «In nessun luogo si chiede di te» (LietoColle, 2017) che raccoglie, a cura di Roberto Cescon, una scelta di inediti.

«Quella di Di Fusco – ha scritto Giorgio Barberi Squarotti – è una poesia decisamente antilirica: pochi sono i passaggi, e sempre sono citati in funzione del giudizio e della proclamazione del vero dell’essere. Sono i caratteri di una strenua ricerca della comprensione del senso della vita e della stessa scrittura. La parola poetica coincide con il pensiero che ne rivela e ne interpreta l’essenza».