Da una sempre attenta, scrupolosa e appassionata ricerca storica, Maria Attanasio riporta al presente figure e vicende lontane nel tempo, le sottrae al sonno polveroso degli archivi, le restituisce alla luce della conoscenza. La voce appassionata e il piacere della ricerca- insieme alla sensibilità creativa – fanno della scrittura di questa Autrice un unicum stilistico prezioso e raro tanto in poesia che in prosa. La Rosa Inversa (Sellerio, 2026), è il nuovo romanzo ambientato nel Settecento, in Sicilia, nella città di Caltagirone, indicata, per invenzione letteraria, Calacte, luogo dell’anima quanto della ragione, dunque “destino di scrittura”, come più volte e in altri scritti Attanasio dichiara.
La storia del barone Ruggero Henares si svolge nel secolo dei lumi, secolo rivoluzionario in cui scrittori-intellettuali del tempo (Voltaire, Diderot, D’Alembert, Montesquieu) operarono con le loro idee sull’uguaglianza e sulla giustizia una svolta più che significativa del pensiero. Rivive nelle mirabili pagine di questo libro avvincente la memoria storica d’una comunità e dei suoi a vario titolo rappresentanti la società del tempo grazie alla singolare e casuale scoperta, in un antico palazzo nobiliare, dell’autobiografia del patrizio e massone Henares, diario intimo rinvenuto in una stanza segreta da un cultore di storia locale, il cavaliere Giacomo Flerez. Nel romanzo di Attanasio si sviluppano e si intrecciano vicende tanto individuali che collettive, pagine che portano alla luce segreti e misteri, libri e libelli traboccanti di idee rivoluzionarie, simboli della massoneria, squadra, compasso, grembiule, riti di iniziazione alla fratellanza universale.
Un mondo sotterrato riemerge, reca segni, si riversa nello spazio/tempo del presente: Il passato non è mai sepolto: respira nelle stanze chiuse, nelle carte dimenticate, nelle parole che attendono di essere pronunciate, scrive Maria Attanasio, dunque è la parola che fa esistere le cose e i fatti, a riportare alla luce una storia gravida di personaggi reali e altri frutto d’una squisita erudita finzione letteraria: un universo esplorato dalla mente e dalla penna d’una scrittora che della curiosità intellettuale e della ricerca della verità ha fatto principio di vita. La Rosa Inversa, così il nome della rinvenuta autobiografia di Henares e della loggia che lo stesso fonda a Calacte, è sì un viaggio nel secolo dei Lumi, vivaio di idee nuove, epoca di contrasti e di critica verso l’ordine costituito, ma anche narrazione esemplare delle vicende di coevi comprimari, il gesuita padre Crisafulli, la nobildonna Amalia, artista e amante di Ruggero Henares, il Conte di Cagliostro, e altre ancora figure che concorrono a vario titolo a definire la complessità di un’epoca (la cacciata della Compagnia di Gesù, l’Inquisizione che imprigiona e tortura per piegare, controllare la mente portatrice di un pensiero scomodo, la Rivoluzione francese); figure a tutto tondo, esistenze che esperiscono l’eterno conflitto tra ragione e religione, tra innovatori e reazionari.
Un ordito narrativo che include passione, intelligenza ed emozioni, viaggi avventurosi da Calacte a Napoli e in Francia, frequentazioni di salotti e libri, un ordito che è soprattutto indagine accurata -e storica che filosofica – sul Potere, il cui abuso (ieri come oggi) si presenta in mille forme, si avvale di pretesti, intende cancellare la memoria. Nelle parole rivoluzionarie di Giuseppe Balsamo, amico giovanile di Ruggero e futuro Conte di Cagliostro – ingiustamente accusato dall’Inquisizione, incarcerato alla Bastiglia non per le occulte esoteriche sue pratiche ma per il suo ideale di libertà – più che un desiderio, testimonianza di certezza: “L’abuso di potere è distruttivo (…) per il potere stesso. Lo annunzio: saranno convocati gli Stati Generali e la Bastiglia diventerà una promenade publique” E sarà la Rivoluzione. Questo romanzo esso stesso testimonianza di parola, improntato al rigore della ricerca, alla riflessione sul cambiamento, all’assunzione di responsabilità etica, è chiave di lettura del presente. Ovunque il Potere indossi o non indossi la sua maschera.
Nota biobibliografica
Maria Attanasio, poeta, narratrice, saggista, è nata e vive a Caltagirone. In poesia ha pubblicato le raccolte Amore elementare (1976), Interni (1979), Nero barocco nero (1985), Eros e mente (1996) Amnesia del movimento delle nuvole (2003), Del rosso e nero verso (2007), Di dettagli e detriti (2010), Blu della cancellazione (2016), Paesaggi della settima decade (2025) Per la narrativa ha dato alle stampe Correva l’anno 1698 e nella città avvenne il fatto memorabile (1994), Di Concetta e le sue donne (1999), Il falsario di Caltagirone (2007), Il condominio di Via della Notte (2013), La ragazza di Marsiglia (2018), Lo splendore del niente e altre storie (2020). Nel 1998 è uscito il libro di racconti Piccole cronache di un secolo, nel 2008 Dall’Atlantico agli Appennini, riscrittura del racconto di De Amicis “Dagli Appennini alle Ande” e nel 2012 tre prose raccolte nel libro Della città d’argilla.
