Poesie per un anno 180 – Serena Caramitti

di Francesco Paolo Memmo

 

Serena Caramitti avrebbe potuto aspirare a una brillante carriera di pianista classica se gravissimi problemi fisici non glielo avessero impedito. Si è allora dedicata con una passione addirittura totalizzante all’esercizio della poesia.

Cito, tra le sue raccolte: «È sempre la risacca» (Fermenti, 1976), «Tempi sovrapposti» (Forum, 1978), «Verso il tempo» (ivi, 1984), «Atelier in disordine» (ivi, 1988), «Permesso di soggiorno» (La Vallisa, 1989), «Fantasmi di larici» (Nova Italica, 1993), «Tre donne» (Bastogi, 1997), «Un anno con Lui» (Città di Vita, 2000).

Nell’introduzione che avevo dettato per il libro da cui tratto la poesia che qui oggi propongo sottolineavo il carattere cupo dei versi, una disperazione nata dalla solitudine, dalla nevrosi, dall’impossibilità di comunicare con gli altri, dalla separazione netta e irrevocabile fra il sé e l’altro da sé.

E concludevo: «Quello della Caramitti è un mondo stravolto, irriconoscibile, sconnesso. I tempi si sovrappongono come immagini fotografiche su una pellicola male sviluppata. Un mondo limbale, assai più tremendo di ogni possibile inferno».