Vittorio Clemente, una vita per la poesia

[Giugno 2017] Vittorio Clemente: una vita per la poesia, di Pietro Civitareale, Roma, Edizioni Cofine, 2017, ISBN 978-88-98379-36-8 pp. 80, euro 16,00

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IL LIBRO                               

Vittorio Clemente è stato per alcune generazioni un punto di riferimento, quasi mitico, della esperienza poetica dialettale dell’Abruzzo. La sua poesia, che affonda le radici nella cultura regionale, nazionale ed extranazionale, si è consapevolmente posta come prodotto della tradizione “colta” della poesia dialettale del Novecento, mostrando di possedere le risorse di un linguaggio lasciato vibrare fino alle fondamenta dei suoi attributi fonici ed espressivi.

Questo saggio tende a ricostruire, nella prima parte, la cultura, gli statuti linguistici e letterari, i miti e i simboli, le strutture portanti della poesia di Clemente, attraverso un percorso critico che guarda sia al testo che alle sue coordinate ideologiche e sentimentali, e, nella seconda parte, a tracciare un identikit dell’uomo, costantemente impegnato a mantenere vivo e attivo il suo legame con la terra d’origine, attraverso la rivisitazione di un passato, inteso come deposito e, nello stesso tempo, messaggio di una verità umana e spirituale.

Vittorio Clemente è nato a Bugnara (L’Aquila) nel 1895. Direttore Didattico, poi Ispettore Scolastico a Roma, dove si svolge tutta la sua carriera professionale, iniziata nelle scuole rurali abruzzesi.

Inizia a scrivere giovanissimo, pubblicando i suoi lavori su un giornale per ragazzi “La Piccola Tribuna” di Torino e su alcune riviste fiorentine. Durante e dopo gli anni dell’insegnamento scrive di pedagogia e filosofia. Esercita la critica letteraria, si occupa di letteratura giovanile, di folclore e di etnologia, di letteratura popolare e di poesia dialettale. Notevoli i suoi studi sulla poesia del Belli che gli procurano importanti riconoscimenti. Dal 1939 al 1973 è membro del “Gruppo dei Romanisti”, dove frequenta Augusto Jandolo e lo scultore Tadolini.

Muore a Roma nel 1975 dopo una lunga malattia. Riposa nel cimitero di Bugnara.

 

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 L’AUTORE                               

 

Pietro Civitareale è nato a Vittorito (L’Aquila) nel 1934. Vive a Firenze. Poeta, critico, saggista e traduttore, ha all’attivo una quindicina di volumi di versi in lingua e in dialetto, alcuni volumi di racconti, ispirati alla sua terra d’origine e due romanzi. Si è occupato dell’opera di Alvaro, Bassani, Burdin, Valeri, Betocchi, Fortini, Clemente, Montale, Luzi, Joyce, Beckett, Grass, Musil, Pessoa; ha curato un’antologia delle poesie di F. Pessoa, L’enigma e le maschere (1993 e 1996), l’antologia Poeti catalani del xx secolo (2016) e un’edizione parziale delle Novelle esemplari di Cervantes (1998).

Studioso della poesia in dialetto, ha pubblicato la raccolta di scritti critici Poeti in romagnolo del secondo Novecento (Imola-Forlì, 2005), La dialettalità negata (Roma, 2009). Ha curato inoltre l’antologia Poeti in romagnolo del Novecento (Roma, 2006), nonché il volume critico-antologico Poeti delle altre lingue (Roma, 2011).

Recensione di Marco Scalabrino