Signore, Tu conosci di me ogni
cosa,
ogni inferno, ogni parola che mi
distanzia da Te
nella forma della paura- e della
ritrosia.
Io ti vedo nei crocevia dove ci
scambi,
ci poni l’uno di fronte
all’altro,
in quel dominio dove il male ci
tenta,
ci devia nell’ascolto di una
libertà senza pena,
senza tavola dove a un ospite si
possa servire.
Ma è la che la nostra vita si
compie
nella lingua che indovina il
mondo:
perché è là ed ancora là che il
nostro cuore
può rompersi trattenendoci
insieme sul fondo.