Ultima fermata di Fabio Dainotti

Recensione di Manuela Mazzola

La silloge di Fabio Dainotti, Ultima fermata, è divisa in otto sezioni: Autobus a Pavia, Franciacorta in corriera, Funicolare di Brunate, Trenino per Vimercate, Agropoli, treno con “spinta”, Airport 2015 JFK NY, Burchiello sul Brenta e Taxi per Cava. La raccolta è composta da venticinque liriche, dal verso sciolto, che indicano il movimento di un’intera esistenza tra le nazioni, le città e le persone.

Il viaggio è rappresentato attraverso i diversi mezzi di trasporto: autobus, funicolare, trenino, treno, aereo e taxi. Ma non importa quale sia il mezzo, poiché i luoghi, le strade trasudano ricordi, i quali sono una parte fondamentale della memoria, quella stessa che ci permette di vivere il presente con maggiore leggerezza e con meno preoccupazione.

Il poeta, tra poesie e racconti in versi, come indica il titolo del volume, descrive la vita vera, a volte allegra e solare, altre volte amara e cinica. La durezza di alcuni fatti prende il sopravvento e riporta il lettore a un realismo quasi doloroso.

I ricordi s’intrecciano con il territorio, con le città. I luoghi, le azioni compiute o subite, sono uniti e inseparabili nella memoria del poeta come nella lirica Sgombero: “I vestiti che escono di casa/ Tristissimo emblema d’assenza;/ i tuoi vestiti, poi la tua partenza./ Ma resta il tuo profumo nell’armadio./ Lo sgombero, il trasloco: un vuoto, anche/ dentro di me, nel mio cuore malato”.

L’autore, inoltre, con pochi versi riesce a descrivere il paesaggio che intravede dalla sua finestra e a farlo rivivere nella mente del lettore, come nella lirica Paesaggio sul Ticino: “Vibrazioni di luce scontornano/ le linee del paesaggio lungo il fiume;/ appena un tenue lume, tra le case/ brune, che i monti e le colline attorniano”. Le parole scritte e scelte in questa poesia sono così suggestive che sembra quasi che creino un quadro.

Nella nota Luigi Fontanella afferma: “All’interno di quest’attività fermentante della memoria Dainotti è in grado di fermare, in fulminei cortocircuiti mentali, i flash istantanei del proprio pensiero poetante; singole situazioni; stati d’animo; gesti ricatturati psichicamente, e come fermati per sempre nel tempo (si veda emblematicamente un testo, godibilmente teatralizzato, come Il venditore). Ma tutto questo non deve far pensare a una dimensione pan-tragica dell’esistenza”.

Infatti, ne Il venditore, si paragona il commerciante ad un animale che vuole catturare la sua preda e sentendone quasi il sangue, poiché la vittima è quasi caduta nell’inganno, avverte la frenesia dovuta all’odore del sangue/denaro, ma poi la donna riesce a declinare, uscendo dal tranello.

Sfogliare Ultima fermata è come salire su un autobus vista “vita”: rappresenta una lunga rassegna di esperienze che il Dainotti ha saputo trasformare in versi fortemente suggestivi ed evocativi, caratterizzati da un forte realismo.

Fabio Dainotti è presidente onorario della Lectura Dantis Metelliana, di cui è stato per anni presidente e direttore, condirige l’annuario di poesia e teoria “Il pensiero poetante”. Ha pubblicato numerose sillogi dal 1996 ad oggi; ha vinto molti concorsi, tra cui I Murazzi per la silloge Requiem for Gina’s Death and Other poems, Gradiva 2019. Ha collaborato a numerose riviste letterarie, tra cui “Capoverso”, “Misure critiche” e “Gradiva”. Ha tenuto anche reading di poesia, il più recente alla State University of New York, Stony Book ed ha curato la pubblicazione presso Bulzoni de Gli ultimi canti del Purgatorio dantesco nel 2010.

Fabio Dainotti, Ultima fermata. Poesie e racconti in versi, La Vita Felice, 2021