Tre poeti catanesi: Saragei Antonini, Grazia Calanna, Luigi Carotenuto

A cura di Maria Gabriella Canfarelli

 

SARAGEI ANTONINI

poesie inedite

 

*

U munnu u vivu arreri a sigaretta

mi pari cchiù laggu ccù fumu ca acchiana e scumpari

mi pari ri campàri cchiù auta.

 

Il mondo lo vivo dietro la sigaretta mi sembra più largo con il fumo che sale e scompare mi sembra di campare più alta.

 

*

T’attrovu ri notti

sutta u suli

comu ’n’ immagginetta intra ’n libbru

’na cosa strana ’na santa cosa

nun criru ma a chistu sì

’n miraculu ca feti.

 

Ti trovo di notte sotto il sole come un’immaginetta dentro un libro una cosa strana una santa cosa non credo ma a questo sì un miracolo che puzza.

 

*

’St’amuri appinnutu ura u scinnemu u spugghiamu u lavamu

u vistemu ri novu ccù linzolu

st’amuri acchiana e nuàtri arristamu chiova ’n terra latra.

 

Questo amore appeso ora lo scendiamo lo spogliamo lo laviamo lo vestiamo di nuovo con il lenzuolo questo amore sale e noi restiamo chiodi in terra ladra.

 

*

La notte è lievito madre impasta il giorno ogni giorno ogni notte tu lo metti nella credenza ci promettiamo di non aprire di non toccarlo – dici che siamo il buco al centro che spezzerai sempre per me il giorno quando è dorato quando mi raffermo – che proprio di notte siamo gocce d’olio nel letto e nel sonno mollica – che c’è sempre una fame che ci chiama che non passa per la bocca tu dici è proprio dentro una forma di pane dello spazio – dici che prima delle nostre mani c’è una mano che pesa quanto un fazzoletto e una che raccoglie – che il risveglio è accarezzarsi e sfarinarsi essere il buio di una credenza che oggi sorge ad ancora

 

*

Ti ho lasciato la finestra aperta i vestiti sul letto il libro sul comodino e il bicchiere con la sua acqua – le arance sul tavolo perché un frutto non debba mai stare solo – mi hai chiesto di svegliarti puntandomi piano come un orologio – di non cercare la sentinella che di notte guarda di nascosto le stelle – di non chiudere gli occhi a tutte le porte – che ci sono chiavi che sono anime gemelle a più d’una – hai messo le tue scarpe accanto alle mie come fossero di cerimonia il mio maglione al contrario per sentire a quale stagione sono andata incontro

la mia sigaretta nella tua bocca per ripetere la normalità – mi hai detto che un giorno faremo le scale lentamente come questo fumo che sale – che il braccio preferito si impara a memoria e dalla stretta della mano da quale lato del mondo ti ho baciato di più

 

Saragei Antonini è nata il 28 aprile del 1973 a Catania, città dove vive e lavora. Ha pubblicato i libri di poesia Il cerino soggetto (La Vita Felice, 2000), L’inverno apre un ombrello in casa (Prova d’Autore, 2004), Sotto i capelli una nave (Forme Libere, 2010), Egregio signor Tanto (CFR, 2013), La passione secondo (Forme Libere, 2017), A virìna (Edizioni Salarchi Immagini, 2019). Ha ottenuto riconoscimenti, per l’edito e l’inedito in italiano e in dialetto, in diversi premi letterari, tra i quali: Edda Squassabia, Città di Marineo, Angelo Majorana, Pietro Mignosi, Bologna in Lettere – Dislivelli, Premio Umbertide, Premio Don Luigi Di Liegro, Premio Poesia Onesta, Premio Nazionale Giuseppe Malattia della Vallata, Premio Alda Merini, Premio Guido Gozzano, Premio Montano, Premio Pascoli.Sue poesie sono presenti in antologie e riviste in Italia e all’estero.

 

 

 

GRAZIA CALANNA

 

Riparo

 

Accovacciati

a ridosso del tempo

pensieri rifuggono

la plumbea detenzione

della parola

 

Tornerà l’evo lirico

quando il giorno

fioriva e tramontava con te

 

(da Crono Silente, 2011)

 

 

La radice della tua rabbia è

l’amore. Il tuo amore color

cobalto. Il tuo amore senza

diserbanti. Come l’erba aurea

che popola il tuo prato. Come lo

scodinzolare acceso che in cielo

disegna chiacchiere di nuvole.

Come il nitore delle note con le

quali rispondi, ti espandi.

 

(dalla Rivista La Terrazza, 2017)

 

Cingo la tua circonferenza
e gli anni radicati nell’impronta
punto il mento sul tronco
e gli occhi al cielo
sparigliato dalle fitte foglie
come la fede dall’ignoto

(da Cinque sensi per un albero, L’Estroverso, 2020)

 

*

possiedo la fantasia
ascensionale della foglia
mi levo all’altezza dei tuoi
occhi e vi discendo

intima immensità

(inedito, 2019)

*

alzerai gli occhi
sul tuo cielo cementificato
rinsecchito non avrai che la morte
da condividere senza morale
senza ossigeno senza senno
da un’esanime lente luce mendace
di un mondo incurvato dalla tua forsennata
brama spezzi la carne spezzi le ossa del tempo

potessi credere come il fiore scarmigliato
che sfida l’asfalto, potessi crescere come il
sogno che sfama l’aria, potessi ma non sai

 

(inedito, 04.01.2020)

 

Grazia Calanna (Catania, 27.9.1971), giornalista, dal 2001 collabora con il quotidiano “La Sicilia” per il quale cura la rubrica domenicale di poesia “Ridenti e Fuggitivi”. Dal 2007 dirige il periodico culturale l’EstroVerso (lestroverso.it). Ha curato per la rivista “ELLE”, numero Ottobre-2017, uno speciale di poesia intitolato Nel verso giusto. Tra le pubblicazioni: Crono Silente (poesia, Prova d’Autore 2011); William Shakespeare, Sonetti 1 – 48– con AA.VV. (traduzioni in italiano, Prova d’Autore 2013); La neve altrove di Giovanna Iorio (traduzioni in francese, Fara Editore 2017); Poeti in Classe – 25 poesie per l’infanzia e non solo” con AA.VV. (poesia, italic pequod, 2017); Zafferana Etnea. Suggestioni letterarie alle pendici dell’Etna, in “Borghi di. Sicilia” con AA.VV. (saggistica, Flaccovio Editore, 2018); Il gatto Figaro (letteratura per l’infanzia, Algra, 2020); Ha curato Cinque sensi per un albero – con AA.VV. (poesia, prosa, arte e fotografia, l’EstroVerso, 2020). Per le edizioni Algra, con Orazio Caruso, dirige la collana “Quadernetto di Poesia contemporanea”. È responsabile dell’Ufficio Stampa del MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia) per il quale ha curato PoetArte, connubio contemporaneo tra arte e poesia.

 

 

LUIGI CAROTENUTO

 

Poesie inedite

*

metti in fila i giorni

a braccetto tutti vicini

come i bambini

per la foto di scuola

straccia i ricordi

liberaci dal padre

abbi cura di sparire

 

*

si resta in piedi

per la foto ricordo

si sta in ginocchio

per garantirsi un futuro

 

*

il signore delle girandole

sulla bici arrugginita

sorrideva bruciante

la pelle dorata

faceva fiori

dei manifesti

pubblicitari

 

*

con la paura non ama flirtare

quasi nessuno

è solo una storia a distanza

ben protetta da uno schermo

ti avvisa la colonna sonora

del mostro alle spalle

poi ti svegli sudato

busta vuota di patatine e

un mediocre plotone di birre

i tuoi soldatini da adulto

 

*

tra le pringles e il Vedanta

abbiamo troppi peccati da smaltire

quanto karma sul fuoco

40 giorni di abbonamento

nel deserto televisivo

le Tentazioni lavorano da casa

al tepore del riscaldamento centralizzato

 

 

 

Luigi Carotenuto è nato a Giarre (CT) nel 1981 e  vive a Castell’Arquato (PC). Ha pubblicato i libri di versi L’amico di famiglia e Vi porto via (Prova d’Autore, 2008, 2011), Taccuino olandese, Gradiva n° 48, rubrica Sguardi a cura di Mario Fresa (Olschki editore, 2015), Krankenhaus (gattomerlino, Roma, ottobre 2020). Collabora con la rivista L’Estroverso (www.lestroverso.it) diretta da Grazia Calanna, trattando prevalentemente di poesia contemporanea, arte e psicologia. Presente in diverse riviste e antologie, tra cui La Terrazza – Rivista di Letteratura e Ricerca n. 10 (Edizioni Novecento, 2018), una selezione di testi, tradotta e curata da Irène Dubœuf, è stata pubblicata sulle riviste francesi Terre à ciel e Terres des femmes.