Tran tran

Ddio, stó novembre!
Ma è giorno o no?
Alzasse de sorbe acerbe.
Cercasse ne lo specchio
na scusa d’identità,
n filo de penziero,
che n fusse la fatiga
d’armette adòsso
sta vita gualcita.
N piattin ta i gatti,
n’occhiata al tempo,
scottasse có l caffè
e s’arcomincia.
 
TRAN TRAN –
Dio, questo novembre!/ Ma è giorno o no?/ Alzarsi di sorbi acerbi./
Cercarsi nello specchio/ una scusa di identità,/ un filo di pensiero,/
che non fosse la fatica/ di rimettersi addosso/ questa vita sgualcita./
Un piattino ai gatti,/ un’occhiata al tempo,/ scottarsi con il caffè/ e
si ricomincia.