Tolmino Baldassari

[EMILIA ROMAGNA] Tolmino Baldassari è nato a Castiglione di Cervia (Ravenna) nel 1927, ma dal 1962 risiede a Cannuzzo di Cervia.
È stato bracciante, meccanico, funzionario politico e sindacalista. Ha ricoperto la carica di consigliere comunale di Cervia dal 1951 al 1956 e dal 1964 al 1989.
Autodidatta, ha maturato una vasta cultura soprattutto nel campo della poesia ed ha tenuto lezioni di letteratura presso varie scuole e corsi di poesia presso l’Università per adulti di Ravenna.
Ha esordito nel dialetto romagnolo nel 1975. Collabora con varie riviste. Notizie sulla sua biografia si trovano in Qualcosa di una vita, stampato a Lugo nel 1995 dalle Edizioni del Bradipo.

OPERE DI POESIA: Al progni sérbi, Ravenna 1975 (Prefazione di U. Foschi); E’ pianafôrt, Ravenna 1977 (Prefazione di G. Laghi); La campâna, Forlì 1979 (Prefazione di G. Bellosi); La néva, Forlì 1982 (Con un saggio di F. Brevini e una prefazione di G. Giardini); Al rivi d’êria, Firenze 1986 (Commento di F. Loi); Ombra d’luna, Udine 1993 (Prefazione di G. Tesio); I vìdar, Faenza 1995 (Prefazione di P. Civitareale); E’ zet dla finëstra, Castel Maggiore 1998 (Prefazione di A. Cappi); L’éva, Villa Verucchio 2002 (Prefazione di G. Lauretano); Canutir, Rimini 2006.

Le poesie di Tolmino Baldassari

In fila

da La campâna

Tot quènt in fila

ai vegh a passê la matena

ch’un s’véd incóra lom

figuri cun un nom

ch’i camena par la strêda

ch’i passa la séva

figuri ch’al vô vivar

ch’al raspa int l’êria.

IN FILA – Tutti quanti in fila li vedo passare di mattina che non si vede ancora lume figure con un nome che camminano per la strada che passano la siepe figure che vogliono vivere che raspano nell’aria.

Canutir

da Canutir

l’è pasê i canutir ch’i lanséva

a j en vest int la curva de’ fium

j è sparì sânza vós. i d’intórna

j è pasé cvânt e’ mònd l’éra férum

un s’avdéva un us. ël a vulê

l’éra un dè cun e’ sól ch’e’ gvardéva

a j ò vest a pasê a so sicur

e j è fìrum j è fìrum cun me

 

 

CANOTTIERI – sono passati i canottieri che ansimavano li abbiamo visti nella curva del fiume sono spariti senza voci d’intorno sono passati quando il mondo era fermo non si vedeva un uccello volare era un giorno con il sole che guardava li ho visti passare sono sicuro e sono fermi sono fermi con me