“Scrigno” di Rosaria Di Donato

Lettura e scelta di poesie di Maurizio Rossi

 

è la poesia/ che sortita da lo stuccio/ fa l’amore co l’inzogni” (è la poesia/ che uscita dallo scrigno/ s’innamora dei sogni) (tracce). suscita sogni/ vento autunnale dell’est/ cadono foglie” (miniature). Mientras que/ en la pagina/ brotan visiones// y la mi alma/ vive (invece nella pagina/ si aprono visioni// e la mia anima/ vive) (chiaroscuri). “è in noi quel giardino/siamo uomini e donne/dell’eden non dell’inferno//ci sono strade per andare lontano” (visioni).

In qualsiasi direzione si voglia leggere la raccolta “Scrigno” di Rosaria Di Donato – dall’inizio o dalla fine – trovo che ci sia un itinerario ben preciso: tracce di parole compongono miniature di pensieri e d’emozioni, dove gioca la luce in chiaroscuri e accende visioni. Ovvero, le visioni trasformate da luci e ombre, divengono miniature – piccole, perfette – che conservano tracce, segni delle visioni.

È il cammino della scrittura e della lettura, del pensiero e dell’emozione:Ci sono strade per andare lontano” e una di queste è la poesia, freccia scoccata dalla penna della poetessa per raggiungere il lettore, purché il lettore si faccia bimbo, “perso in giochi di luce e di colore”: la luce per vedere e comprendere, il colore che fa emozionare. Come il suono e il senso delle parole, dalla Di Donato scelte e composte assieme con la stessa “fedeltà” del suo sguardo. Restando dentro “la solitudine dell’artista” che evoca “dall’antro gelido della parola” il suono integro, senza alcuna “tessitura” e artificio umano, per rendere il tempo dell’esistenzanitido e schietto.

Tutto questo, perché il sogno non muoia e le emozioni si fondano in “brillìi d’azzurro”.

Ma cos’è questo sogno dell’autrice? Mi sembra lo dica lei stessa: “è la tensione psichica che vorrei non venisse mai meno”; penso ancora una volta all’arco che si tende per scagliare frecce che non uccidono e non offendono, dardi di fuoco che non brucia, messaggi di bellezza e di umanità “vita nascosta/ sbriciolando comete/ accendo anche te” perché l’amore, non solo il suono, è “inconsutile”. Così è senza cuciture, interruzioni, incertezze, la lotta aperta contro il regime dominicano di Trujillo ad opera delle tre sorelle Mirabal, seviziate e uccise Volevano essere farfalle/ le sorelle mirabal/ e fu proprio quel giorno/ che iniziarono a volare” morte, prima ancora di precipitare con la loro automobile in un burrone. Sogno, il loro; sogno anche la tensione psichica alla memoria delle vittime dei femminicidi e dei loro orfani “non c’è sole per loro al mattino” .

Da dove nascono i “sogni” della poetessa?“sono nata in un angolo di cielo/ dove il vento rincorre nuvole/ e spazza via la tristezza” ; da un luogo definito -pur dentro l’immensità- dove c’è vento, movimento -vita – in grado di spazzare via le nuvole – ombre – che nascondono calore e luce del sole. Non solo. I suoi sogni nascono dalle proprie radici, si nutrono di esse: i nonni, i genitori, la terra, persino gli alberi – l’ulivo secolare “nuovo anno aggiunge/ un nodo al ramo/ un altro cerchio al tronco” – e i fiori: il bianco fiore del loto, col suo rizoma nel fango; la camelia con il suo candore che “rischiara stanze abitate dal mare” ; il fiore del melo, che stupisce “di fragranza più dolce / al suo profumo schiudersi/ intatti ricordi dell’infanzia”.

Così, lo “scrigno” di Rosaria Di Donato appare non come un portagioie da aprire, ammirare e richiudere, magari dopo aver scelto un monile per un’occasione importante: lo vedo come una borsa di viaggio, uno zaino da portare sulle spalle, colmo di vita con le sue emozioni e timori, ricordi e desideri, grida di dolore per l’umanità ferita e canto di gioia per i suoni-profumi “di gemme in boccio”. Ricco di ciò che la parola poetica accoglie, contiene e restituisce.


Canto nuevo

es para ti

este canto nuevo

que brota del profundo del alma

que llueve sobre el mundo

que inunda la ciudad

que cubre las cimas de las montanas

porque te busco pero no te encuentro

te llamo pero no me escuchas

te espero

y entonces te sueno

amor de mi vida

nuovo canto è per te/ questo nuovo canto/ che sgorga dal profondo dell’anima/ che piove sopra il mondo/ che inonda la città/ che copre le cime delle montagne// perché ti cerco ma non ti incontro/ ti chiamo ma non mi ascolti/ ti aspetto// e allora ti sogno/ amore della mia vita


la rotta

chiedere al vento

dov’è la soglia

che conduce altrove

e disegnare

con lo sguardo al cielo

la rotta per i sogni

irrealizzati


lascito

il quartiere

misurato

con il tuo passo

padre

ora mi è più caro

ogni angolo vivo

nel suono – profumo

di gemme in boccio

il tempo intriso

d’attese lo sguardo

che dai muri sorride

nuovo stupore

nei giorni infonde

rinnovata primavera


la solitudine dell’artista

gabbie di vetro

cingono il sogno

che s’infrange puro

cavalcando ingiustizie

caotici pretesti

malgoverni

guerre

non riposa l’estro

del poeta e dall’antro

gelido della parola

evoca il nuovo

l’inconsutile suono

che il tempo

rischiara


Rosaria Di Donato, Scrigno, Amazon It. Log. TO, 2025

Rosaria Di Donato è nata a Roma dove vive. Laureata  in filosofia (quadriennale e specialistica), ha insegnato in un liceo classico statale. Ha pubblicato cinque raccolte di  poesia: Immagini, 1991; Sensazioni Cosmiche,1993; Frequenze D’Arcobaleno,1999; Lustrante D’ Acqua, 2008; Preghiera in gennaio, 2021. Ha partecipato all’antologia Nuovi Salmi a cura di Giacomo Ribaudo e Giovanni Dino, Ed. I Quaderni di CNTN, 2012. Alcuni suoi testi sono presenti in Voci dai Murazzi 2013, antologia poetica a cura di Sandro Gros Pietro, Ed Genesi, 2013. Ha partecipato con il gruppo Poeti per Don Tonino Bello alla realizzazione di Un sandalo per Rut Oratorio per l’oggi, Ed. Accademia di Terra D’Otranto – Collana Neobar, 2014. È presente in numerose antologie, con poesie in lingua e in dialetto; ha preso parte a numerosi reading e iniziative celebrative. Partecipa al blog Neobar. Vincitrice di premi di poesia, si interessa di arte, cinema e fotografia. Dal 2016 fino al lockdown ha curato un laboratorio di scrittura creativa nel liceo dove insegnava.