Meine Augen
starren in die Leere,
und die
Luft, die ich einatme,
ist mit den
Leiden nichtsbedeutender Menschen
schwer
beladen.
Sollen die
langersehnten Spitzen der Seele ausbleiben?
Soll die schreibende Zunge, die noch nie
gesprochen
hat, auf ewig verstummen?
Afa – I miei occhi fissano il vuoto, / e l’aria che inalo / è
greve dei crucci di persone / insignificanti. / Sono destinati all’assenza i
ricami agognati dell’anima? / La lingua scrivente, che giammai / ha parlato,
dovrà ammutolirsi in eterno?
Mein Gegenüber
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Hauch
deiner
sparsamen Stimme
lass
endlich spüren!
Du alter
Weise…
ich kenne
doch deine Schwächen!
(Bei dir
bin ich auch wortkarger geworden)
Colui che mi sta di fronte – Il soffio caldo / della tua
sobria voce / lascia infine avvertire!
// Tu vecchio saggio… / eppur conosco le tue debolezze! // (accanto a te
anch’io son divenuta parca di parole)
sobria voce / lascia infine avvertire!
// Tu vecchio saggio… / eppur conosco le tue debolezze! // (accanto a te
anch’io son divenuta parca di parole)