Santacroxe de l’ascoso sentî / Abbecedario del recondito sentire di Anselmo Roveda

[MAGGIO 2026] Santacroxe de l’ascoso sentî / Abbecedario del recondito sentire. Poexie zeneixi pòst-pandemia, Poesie genovesi post-pandemia di Anselmo Roveda, Roma Edizioni Cofine, 2026 (ISBN 979-12-81642-19-5), pp. 48, euro 10,00

 

IL LIBRO

 

NOTA DELL’EDITORE

È con piacere che pubblichiamo la raccolta Santacroxe de l’ascoso sentî (Abbecedario del recondito sentire), di Anselmo Roveda che si è classificata al secondo posto nel premio Città di Ischitella-Pietro Giannone 2025. In queste Poexie zeneixi pòst-pandemia, Poesie genovesi post-pandemia nel dialetto ligure di Genova, domina da un lato la ricerca della parola giusta e capace di esprimere l’indicibile e dall’altra, in un appassionato canzoniere, il disvelamento del “recondito sentire”. In Quærno (quaderno) è documentato il lavoro certosino sulla parola: «foglio per foglio, / a bisbigliare alla carta, / quaderno dopo quaderno, / quatto quatto nella notte, / a scrivere quello che non so dire». In tutte le poesie della raccolta si parte da una parola non banale, che spesso racchiude significati diversi, per esprimere le molte sfumature di un amore – tema dominante della raccolta sia nelle poesie che in brani di prosa poetica. Due soli esempi, ma straordinari, anche per la sintesi: Embrexo (embrice): «Cordame di varo / mattone per il fuoco / tegola di casa // tu». Ormezzo (ormeggio) «senza te da amare, / te che sei ormeggio e sensatezza delle mie rivoluzioni, // io, sì io, sarei andato a perdermi al largo, senza direzione».

L’AUTORE

 

ANSELMO ROVEDA (1972), nato a Genova e cresciuto tra Arenzano (GE) e Urbe (SV), è docente di Sceneggiatura II (Analisi delle strutture narrative e elementi di scrittura creativa) presso l’ISIA di Urbino. Scrittore, in italiano e in genovese; studioso di letteratura, tradizioni popolari e immaginario, ha pubblicato libri di poesia, libri per bambini e saggi; alcuni suoi testi sono stati premiati e tradotti all’estero.

È vicedirettore della rivista “Andersen” e direttore della rassegna letteraria “Cabirda”.

 

 

NEL LIBRO

 

QUÆRNO

feuggio à feuggio,
à ciccioâ a-o papê,
quærno à quærno,
quaccio inta neutte,
à scrive quello che no sò dî.

foglio per foglio,
a bisbigliare alla carta,
quaderno dopo quaderno,
quatto quatto nella notte,
a scrivere quello che non so dire.

 

EMBREXO

embrexo d’avao
embrexo de paisan
embrexo de cà

ti.

 

Cordame di varo
mattone per il fuoco
tegola di casa

tu.

 

ORMEZZO

sensa de ti da amâ,
ti che t’ei ormezzo e sæximo de mæ revoluçioin,

mi, scì mi, saieiva andæto à perdime à l’amâ,
[sensa direçion.

 

senza te da amare,
te che sei ormeggio e sensatezza delle mie rivoluzioni,

io, sì io, sarei andato a perdermi al largo,
[senza direzione.