Nella sua Casalincontrada, il 20 dicembre 2024 si è spento l’amico poeta Mario D’Arcangelo. Mi ha comunicato la triste notizia, questa mattina, l’amico poeta Gian Piero Stefanoni.
Un forte abbraccio ai suoi cari, l’adorata moglie Nilde, e i figli Angelo, Matteo e Nicoletta, la sua bella famiglia che ho avuto il piacere di conoscere a Casalincontrada e di essere stato ospite nella sua accogliente casa il 28 ottobre 2011 quando fu presentato con successo il libro: “Albe e ne albe”.
Ho conosciuto Mario e la sua poesia attraverso Achille Serrao che lo stimava molto. Da allora il nostro rapporto è stato molto intenso ed ho avuto il privilegio di incontrare Mario in più occasioni e in più luoghi (A Roma, a Ischitella…), e di essere stato il suo editore pubblicando i libri “Albe e ne albe”, nel 2011 e “Ce fu nu monne”, nel 2021.
MARIO D’ARCANGELO, nato a Chieti nel 1944, è vissuto a Casalincontrada (CH) dove è morto il 20 dicembre 2024. Ha pubblicato “Senza tempe”, 2004; “Albe e ne albe”, 2011, “Paese me, suspire e cante”, 2018, “Ce fu nu monne”, 2021.Ha tradotto in lingua le due opere agiografiche di Alfredo Luciani e un manoscritto in latino arcaico sulla vita di S. Amico.È stato finalista al Premio nazionale Città di Ischitella-Pietro Giannone nel 2010 e nel 2019 con la raccolta di poesie inedite “Puterce aretruvà”, la maggior parte delle quali è poi confluita – con modifiche – in “Ce fu nu monne”.
Tra i premi regionali e nazionali ricevuti, ricordiamo: primo premio al Concorso nazionale “Vie della Memoria” del 2009, è stato vincitore del Premio Tagliacozzo, sezione poeti abruzzesi nel 2010 e del Concorso “Salva la tua lingua locale” 2014 per poesia inedita.
Paroliere di musica sacra come la messa natalizia “Rorate cœli”, ha scritto testi per canzoni e favole musicali per l’infanzia, per numerose composizioni in campo polifonico e folk e per canti del mare (1° premio San Vito Chietino 2008) e della montagna, per i quali gli sono state assegnate due medaglie d’argento del Presidente della Repubblica.
Poiché i poeti restano tra noi con i loro versi, vi invito alla lettura di questa splendida poesia di Mario D’Arcangelo
CI HANNO LASCIATO – Quando se n’andarono/ ci hanno lasciato insieme all’amor proprio/ filari di parole sparpagliati,/ semenza viva di questa parlata/ che andiamo raccogliendo/ tra l’olmo e il fieno,/ sopra al focolare e in mezzo all’aia.// E poi se ne sono andati/ zitti e tranquilli e senza far rumore,/ con un cruccio nel cuore per parole/ che non capivano più.
Ricordo l’emozione provata nell’ascoltarla, letta da Mario in occasione della presentazione di “Albe e ne albe”, a Roma, il 26 novembre 2011, presso la Libreria Il Mattone in via Bresadola a Centocelle, con la partecipazione di Achille Serrao e di Nicola Fiorentino (anche lui scomparso nel 2022) di cui, riportavamo, in questo articolo, la parte conclusiva della sua presentazione che ci fa conoscere meglio l’animo poetico ed il valore di Mario D’Arcangelo.

