GIANCARLA PINAFFO
(Dialetto piemontese)
MONSÙ SPALÌ
Monsù spalì
Savèilo adess, come a-j era crijà ël tò nom
ëd masnà ch’a gieuga arlong i monta-e cala
d’Ischitella, ti ch’it ses partit-ne
na matin, sbasotà dai giajet
ëd luce gofrà da n’euli ëd lagh,
frandà fin-a ant ël tënner ëd toa schin-a.
Cosa a l’è restate tra poss e poss
ëd col’ultima uciada, a reul
ëd farchèt ant ël balancé
ëd na gonflura ëd vent:
bleussiel ëd nostalgia?
Da pòst che a dura per sèmper
cola golà d’erba tnéa traondua
per ’n salut parìa.
Gianon, Monsù spalì,
ahi! col bronzàgi d’olivé e gran e sìa
ëd le siale, e là ën aot, cola costuma
ëd goardè lontan, pì lontan possibil
che da Ischitella, arlong tròpe contrà,
it ses portate drinta e anans.
A ’n toca përcore sta stra al contrari
ëd la toa, Turin-Sitadela
e peuj Ischitella, për podej scoté
grev col tò marcé qoader
sèmper pì meusi e ël vnì arlam tò tambus
a le muraje, dop che col tò sluss
a l’ha mostrane a dëstende piumagi
a j’ale.
(Settembre 2005)
* Perle di vetro di vari colori per collane e rosari. ** Composita comune negli incolti profumata, con capolini gialli in corimbi.
PALLIDO SIGNORE – Conoscerlo ora, com’era gridato il tuo nome / di bimbo che gioca lungo i saliscendi / d’Ischitella, tu che te ne sei partito / un mattino, sbaciucchiato da conterìe* / di luce crespate da un olio di lago, / frombolate sin nel tenerume della tua schiena. // Cosa ti è rimasto tra tempia e tempia / di quell’ultimo sguardo, a cerchio chiuso / di gheppio nel bilanciarsi / in un refolo di vento: / blucielo di nostalgia? // Poiché dura sempre / quella sorsata di tanaceto** inghiottita / con un saluto simile. / Giannone, pallido Signore, / ahi! quell’abbronzatura d’uliveti e grano e falce / delle cicale, e lassù quell’abitudine / di guardar lontano, il più lontano possibile / che da Ischitella, lungo troppe strade, / ti sei portato dentro e innanzi. // Ci tocca percorrere questa via al contrario/ della tua, Torino-Cittadella / e quindi Ischitella, / per riuscire ad udire / quel tuo pesante camminar quadrato / farsi più fioco, e rallentato il tuo bussare / alle pareti, dopo che quel tuo lampo / ci ha insegnato a dispiegar piumaggio / d’ali.
GIANCARLA PINAFFO risiede a Torino, dove è nata nel 1941. Ha pubblicato nel 1997 i romanzi Il caso Blanc, e L’uomo delle tre locande. È del 2001 la raccolta trilingue di poesia, Uva verde di luglio e del 2005, la raccolta di poesie in italiano, Viaggio di nozze. Nel 2005 vince il Premio Città di Ischitella- Pietro Giannone con la raccolta Dzouri ël pérax nivoulax, in francoprovenzale, ; ancora nel 2005 pubblica la plaquette La régoula ëd li lìmit nella stessa lingua minoritaria. Asar për j’aventissi è la prima raccolta di poesie interamente in piemontese. I suoi articoli sulla letteratura non egemone del Piemonte sono pubblicati sulla rivista Letteratura & Società, Racconti e poesie in italiano, piemontese classico e francoprovenzale sono stati pubblicati sulle riviste L’immaginazione, Confronto, Rivista Italiana di Letteratura Dialettale. Svariate sue opere sono state tradotte in croato per la rivista Generacije di Petrinja. Con scritti propri, con saggi, articoli di critica e contributi vari è presente su Antologie, quali: Achille Serrao (a cura di), Torino & Roma: poeti e autori “periferici”, 2006; Achille Serrao, Poeti di periferie, 2009; Pietro Civitareale, Poeti delle altre lingue: 2011; Emanuele Spano e Davide Ferreri (a cura di), Poesia in Piemonte e Valle d’Aosta, 2012; Lino Angiuli e Maria Rosaria Cesareo (a cura di), AAA. Europa cercasi, 2014.
Ha vinto il Premio “Ischitella-Pietro Giannone” del 2005 con la raccolta Dzouri ël pérax, nìvoulax, edita da Edizioni Cofine, Roma, nello stesso anno.
VIDEO
Presentazione libro Tor Tre Teste ed altre poesie (1968-2005) Torino 30/09/2015 – Giancarlo Pinaffo legge due poesie in francoprovenzale e infine la poesia dedicata a Ischitella in piemontese
da 43 Poeti per ischitella, a cura di Vincenzo Luciani, Introduzione di Rino Caputo, pp. 72, illustrazioni, euro 15,00
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